
Proseguono le indagini della Procura di Milano sul presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione che avrebbe ruotato attorno all’agenzia Ma.De Milano, considerata dagli inquirenti una società utilizzata per organizzare incontri tra escort, calciatori e altri personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo. Nelle prossime settimane alcuni giocatori di Serie A saranno ascoltati come testimoni per aiutare gli investigatori a ricostruire contatti, serate ed eventuali rapporti con gli indagati.
L’inchiesta, coordinata dall’aggiunta Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro, aveva portato lo scorso 21 aprile all’arresto domiciliare di quattro persone. Tra queste figurano Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e ritenuti dagli inquirenti i presunti promotori e organizzatori dell’associazione per delinquere contestata.

Secondo quanto emerge dagli atti, il gruppo avrebbe organizzato eventi e serate in alcuni esclusivi locali della movida milanese, creando occasioni di incontro tra escort e clienti facoltosi. In diverse intercettazioni compare il termine «acchiappare», utilizzato per indicare l’attività di ricerca e avvicinamento di calciatori, sportivi e altri possibili clienti.
Per fare chiarezza su quanto accaduto, la Procura ha deciso di convocare alcuni giocatori come persone informate sui fatti. Tra i nomi che saranno ascoltati figurano Daniel Maldini, attaccante dell’Atalanta e figlio della leggenda rossonera Paolo Maldini, Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal e della Nazionale italiana, e Kevin Bonifazi, difensore del Bologna.
Gli investigatori starebbero inoltre valutando l’audizione di altri due o tre calciatori che avrebbero partecipato ad alcune delle serate finite sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Tutti verranno ascoltati esclusivamente come testimoni e non risultano coinvolti penalmente nell’inchiesta.
Un elemento ritenuto importante dagli inquirenti riguarda l’analisi dei telefoni cellulari sequestrati agli arrestati e agli altri indagati. A questi si aggiungono i dispositivi consegnati spontaneamente da alcune ragazze ascoltate durante le indagini, considerate testimoni chiave per ricostruire il presunto sistema.
Gli accertamenti digitali vengono effettuati attraverso una lunga serie di parole chiave e nominativi inseriti nei software di analisi forense. Tra questi compaiono anche oltre sessanta cognomi di calciatori professionisti, utilizzati per verificare eventuali contatti, appuntamenti o riferimenti presenti nelle conversazioni e nelle chat sequestrate.
Al momento, precisano fonti investigative, nessun calciatore risulta indagato. Gli inquirenti ritengono infatti che molti sportivi possano aver semplicemente partecipato agli eventi organizzati dalla Ma.De Milano senza necessariamente usufruire delle presunte prestazioni sessuali che, secondo l’accusa, venivano proposte come servizio aggiuntivo.
L’indagine si concentra ora soprattutto sui flussi economici e sui guadagni del presunto sistema. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli organizzatori avrebbero trattenuto almeno il 50 per cento dei compensi versati dai clienti per gli incontri. Gli investigatori stanno inoltre verificando eventuali collegamenti con l’utilizzo di sostanze stupefacenti durante alcune serate, nel tentativo di definire con precisione dimensioni e responsabilità del presunto giro illecito.


