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“Hanno tutto in mano, si chiude”. Garlasco, il momento più atteso: succede ora

Pubblicato: 26/06/2026 16:12

Continuano i colpi di scena nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia prosegue gli accertamenti sulla nuova indagine che vede Andrea Sempio indagato, mentre si attendono ancora diversi passaggi tecnici prima di capire quale direzione prenderà il procedimento. Tra i dossier più attesi c’è la consulenza psichiatrica disposta dai magistrati e affidata al professor Francesco Catanesi, la cui conclusione è prevista per il mese di settembre. La difesa di Sempio ha però scelto di non far partecipare il proprio assistito agli accertamenti, motivo per cui l’elaborato sarà redatto esclusivamente sulla base degli scritti e della documentazione disponibile.

Nel frattempo anche il fronte difensivo di Alberto Stasi guarda ai prossimi sviluppi. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis continuano a ribadire che l’eventuale richiesta di revisione del processo potrà essere valutata soltanto una volta conclusi gli approfondimenti della Procura di Pavia. I tempi, dunque, non saranno brevi, perché sarà necessario attendere la chiusura dell’attività investigativa e verificare se emergeranno elementi realmente nuovi rispetto a quelli già esaminati nei precedenti procedimenti.

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“È fuori dall’indagine”. Garlasco, la notizia ufficiale

Ma al di là dell’indagine pavese, resta aperto anche il fascicolo della Procura di Brescia sulla presunta corruzione che avrebbe favorito la rapida archiviazione dell’inchiesta del 2017 su Andrea Sempio. Ed è proprio da questo procedimento che arriva una novità. Durante l’ultima puntata di Quarto Grado è stato fatto un importante annuncio in diretta: “L’ex maresciallo Giuseppe Spoto non risulta iscritto nel registro degli indagati in Procura a Brescia. La lente di ingrandimento rimane su Silvio Sapone, l’ex capo della polizia giudiziaria di Pavia, che seguiva il caso Garlasco”. A informare il pubblico è stato il giornalista e inviato del programma di Gianluigi Nuzzi, Gianmarco Menga.

Giuseppe Spoto è l’ex maresciallo dei Carabinieri che nel 2017 faceva parte della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pavia e seguì alcuni accertamenti nell’indagine su Andrea Sempio. Il suo nome era emerso nell’inchiesta bresciana insieme a quello di Silvio Sapone: entrambi erano stati sottoposti a perquisizioni e al sequestro di telefoni e computer, pur senza risultare formalmente indagati. Gli investigatori avevano concentrato l’attenzione su presunte anomalie investigative e su alcuni contatti con la famiglia Sempio ritenuti meritevoli di approfondimento.

Fin dall’inizio, però, Spoto ha sempre professato la propria totale estraneità ai fatti. L’ex maresciallo ha più volte ricordato di non essere mai stato iscritto nel registro degli indagati e ha respinto con decisione qualsiasi ipotesi di coinvolgimento nella presunta corruzione. In una delle sue dichiarazioni aveva affermato: “Non sono indagato, quindi già per il momento è una buona notizia”, aggiungendo anche: “Non ho mai preso soldi dalla famiglia Sempio: non avrei mai venduto il mio onore e la mia divisa per niente al mondo”.

Più complessa appare invece la posizione di Silvio Sapone, ex responsabile della polizia giudiziaria di Pavia. Il suo interrogatorio, il cui video è stato trasmesso anche da diverse trasmissioni televisive, ha alimentato il dibattito per i numerosi “non ricordo” pronunciati nel corso dell’audizione. Al centro degli approfondimenti degli investigatori vi sono soprattutto le numerose telefonate e i contatti con Andrea Sempio avvenuti nel periodo dell’indagine del 2017, circostanze che la Procura di Brescia continua ad approfondire.

L’indagine bresciana, ormai vicina alla conclusione, dovrà chiarire se vi siano stati comportamenti illeciti nella gestione della prima inchiesta su Andrea Sempio. La notizia dell’assenza di Giuseppe Spoto dal registro degli indagati sembra restringere ulteriormente il campo degli accertamenti, mentre resta sotto osservazione la posizione di Silvio Sapone e dell’ex procuratore aggiunto Mario Venditti, unico magistrato formalmente indagato nel procedimento per presunta corruzione in atti giudiziari.

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