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“Li ha salvati, poi..”. Giuseppe morto in Venezuela, quell’ultimo gesto: straziante

Pubblicato: 26/06/2026 19:47

Si chiamava Giuseppe Colaianni, aveva 56 anni ed era originario di Calascibetta, in provincia di Enna. È la prima vittima italiana del violento terremoto in Venezuela, dove ha perso la vita nel tentativo di salvare la moglie.

L’uomo viveva a La Guaira, nell’area portuale di Caracas, al diciassettesimo piano di un palazzo crollato durante il sisma. Secondo le ricostruzioni, è riuscito a mettere in salvo la moglie Iasmira, di origine venezuelana, prima di essere travolto dalle macerie.

Il corpo di Giuseppe Colaianni non è stato ancora recuperato ed è ancora sepolto sotto i detriti dell’edificio distrutto dal terremoto.

La sera della tragedia, la coppia era in videochiamata con la figlia Antonella, che stava festeggiando il compleanno. A ricordare quegli ultimi istanti è la cugina Giovanna Lucia Colaianni: “Ad un certo punto Antonella mi ha raccontato che la telefonata si è bruscamente interrotta. È stata l’ultima volta che questa ragazza ha visto il padre”.

Dopo aver avvertito la prima scossa, Giuseppe ha accompagnato la moglie fuori dalla zona di pericolo, ma non è riuscito a mettersi in salvo. Pochi istanti dopo è stato travolto dal crollo del palazzo.

Per la famiglia non era la prima tragedia legata a una calamità naturale. Nel 1999, infatti, l’alluvione che devastò La Guaira aveva già distrutto tutto ciò che possedevano, ma Giuseppe era riuscito a ricominciare da zero.

Figlio di un emigrato siciliano trasferitosi in Venezuela negli anni Cinquanta, Colaianni aveva costruito la propria vita nel Paese sudamericano, dove lavorava come responsabile della logistica per una società di spedizioni.

Negli ultimi anni lui e la moglie avevano trascorso un periodo in Francia, tornando in Venezuela soltanto una ventina di giorni prima del terremoto. I figli vivono in Europa: Egidio, ingegnere chimico, lavora a Firenze, mentre Antonella risiede in Francia.

A Calascibetta, dove Giuseppe era tornato l’ultima volta quattro anni fa, il dolore è profondo. La cugina Giovanna Lucia lo ricorda con affetto: “Eravamo molto legati con Giuseppe. Ci sentivamo spesso e mia figlia era stata sua ospite in Venezuela per il semestre dell’Erasmus. Conserva di questa ospitalità un ricordo bellissimo”. Domani il paese gli renderà omaggio con una veglia di preghiera.

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