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“Colpita in una parte del corpo molto simbolica!”. Garlasco, la rivelazione bomba di Roberta Bruzzone su Chiara

Pubblicato: 28/06/2026 10:22

Ci sono casi di cronaca che, anche a distanza di anni, continuano a suscitare interrogativi e ad alimentare il confronto tra esperti, investigatori e opinione pubblica. Quando un delitto presenta caratteristiche particolarmente complesse, ogni elemento della scena del crimine viene analizzato con attenzione nel tentativo di comprendere non soltanto cosa sia accaduto, ma anche quale possa essere stata la dinamica psicologica che ha portato all’azione.

Nell’analisi criminologica, infatti, il modo in cui viene compiuta un’aggressione può offrire indicazioni importanti sul rapporto tra autore e vittima. La distribuzione delle lesioni, il livello di violenza impiegato e l’eventuale accanimento su specifiche parti del corpo vengono valutati come possibili indicatori della componente emotiva che avrebbe accompagnato il delitto. Si tratta di osservazioni tecniche che non individuano responsabilità, ma contribuiscono a formulare ipotesi interpretative sul profilo dell’aggressore.
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L’analisi di Roberta Bruzzone

Il delitto di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione durante l’ultima puntata di Quarto Grado, dove la criminologa Roberta Bruzzone ha proposto una lettura psicologica e criminologica dell’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo l’esperta, l’aggressione sarebbe caratterizzata da un elevato coinvolgimento emotivo. La violenza esercitata nei confronti della vittima, infatti, non apparirebbe riconducibile a un gesto freddo o casuale, ma a un’azione accompagnata da una forte componente di rabbia e da un marcato accanimento.

Uno degli aspetti ritenuti più significativi riguarda la concentrazione delle lesioni sul capo e, soprattutto, sul volto della giovane. Per Roberta Bruzzone, questo elemento rappresenta un dettaglio di particolare interesse dal punto di vista criminologico.

Garlasco Bruzzone

Il significato dell’accanimento sul volto

Nel corso del suo intervento, la criminologa ha spiegato che, secondo gli studi di settore, l’accanimento sul volto viene spesso interpretato come un possibile indicatore di un forte coinvolgimento emotivo tra autore e vittima.

Sempre secondo Bruzzone, questo tipo di violenza tenderebbe a manifestarsi più frequentemente nei casi in cui esista una relazione significativa o una conoscenza diretta tra le due persone. L’aggressione, quindi, assumerebbe anche un valore simbolico, andando oltre la sola finalità omicidiaria.

La criminologa ha inoltre osservato che delitti con caratteristiche simili possono maturare a seguito di quella che ha definito una “frattura insanabile” all’interno di un rapporto. In queste circostanze, emozioni particolarmente intense come vergogna, umiliazione, gelosia oppure il timore di vedere compromessa la propria immagine sociale potrebbero trasformarsi, secondo la sua analisi, in fattori scatenanti di una perdita del controllo emotivo.

Le considerazioni sul rapporto tra vittima e aggressore

Sulla base della dinamica dell’aggressione e dell’accanimento rilevato sul volto di Chiara Poggi, Roberta Bruzzone ha sostenuto che l’ipotesi più coerente, dal punto di vista criminologico, sia quella di un autore legato alla vittima da un rapporto personale profondo e conflittuale.

Secondo l’esperta, gli elementi osservati si discosterebbero dall’idea di un omicidio commesso da uno sconosciuto o riconducibile a un’aggressione del tutto casuale, riportando invece l’attenzione sulla possibile natura relazionale e passionale del delitto.

Le considerazioni espresse dalla criminologa rappresentano un’analisi tecnico-scientifica illustrata nel corso della trasmissione televisiva e si inseriscono nel più ampio dibattito che continua a interessare il delitto di Garlasco, uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.

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