
Matteo Piantedosi prende le distanze dalla linea di Roberto Vannacci sulla remigrazione e, con parole nette, rivendica l’azione del governo Meloni sul fronte dell’immigrazione. In un’intervista, il ministro dell’Interno definisce infatti «chiacchiere» le proposte avanzate dall’ex generale, sostenendo che il confronto politico debba misurarsi sui risultati concreti e non sugli slogan. Una presa di posizione che certifica la crescente distanza tra l’esecutivo e il leader di Futuro Nazionale, protagonista di una rapida crescita nei sondaggi.
Il titolare del Viminale richiama il nuovo Patto europeo sull’immigrazione, che considera un vero cambio di paradigma rispetto al passato. Secondo il ministro, il nuovo impianto consentirà di garantire protezione a chi fugge realmente da guerre e persecuzioni, rafforzando allo stesso tempo il contrasto all’immigrazione irregolare e alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani.
Piantedosi ribadisce che la strategia dell’esecutivo punta a governare i flussi migratori attraverso il rafforzamento dei rimpatri per chi non ha titolo a restare in Italia e l’apertura di canali legali d’ingresso per rispondere alle esigenze del sistema economico e produttivo. Una politica che, secondo il ministro, sta già producendo risultati concreti e che non necessita di slogan o di nuove etichette. Il ministro evita invece di entrare nel dibattito teorico sulla remigrazione, spiegando che il suo compito è applicare le norme esistenti. «La stiamo perseguendo con risultati concreti, non chiacchiere», afferma, aggiungendo che non gli sembra che Vannacci abbia finora portato «qualcosa di concreto» sul terreno della gestione dell’immigrazione.
Lo scontro con Futuro Nazionale
Le dichiarazioni di Piantedosi rappresentano uno degli attacchi più espliciti arrivati finora dall’interno della maggioranza nei confronti di Roberto Vannacci. Negli ultimi mesi Futuro Nazionale ha infatti registrato una crescita significativa nei consensi, intercettando una parte dell’elettorato tradizionalmente vicino a Fratelli d’Italia e alla Lega, soprattutto sui temi della sicurezza e dell’immigrazione.
L’ex generale, però, non arretra. Nelle ultime ore ha rilanciato la proposta della remigrazione, sostenendo che l’obiettivo debba essere quello di riportare la presenza di popolazione straniera in Italia a un massimo del 4%, contro una percentuale che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe oggi ben superiore ai dati ufficiali. Per Vannacci la remigrazione non coincide con il semplice rimpatrio degli immigrati irregolari, ma rappresenta un progetto politico più ampio, necessario per preservare l’identità dell’Occidente. Proprio per questo ha annunciato la pubblicazione, entro la fine dell’estate, di un libro interamente dedicato all’argomento, nel quale spiegherà le basi teoriche e pratiche della sua proposta.


