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Venezuela, padre e figlio estratti vivi dopo quattro giorni sotto le macerie: “corsa contro il tempo”

Pubblicato: 29/06/2026 07:46

Un raggio di speranza emerge tra le macerie del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. A quattro giorni dalle violente scosse del 24 giugno, un padre e suo figlio sono stati estratti vivi dai soccorritori a La Guaira, al termine di una delicata operazione durata circa 12 ore.

Il salvataggio è stato portato a termine dalle squadre di emergenza francesi e statunitensi, che hanno lavorato senza sosta utilizzando telecamere specializzate per individuare i superstiti e operando con estrema cautela per evitare ulteriori crolli.

«Sono estremamente deboli, come lo sarebbe qualsiasi persona rimasta intrappolata sotto le macerie per quattro giorni. Stiamo facendo tutto il possibile per reidratarli e somministrare i farmaci necessari durante l’estrazione, che procede molto lentamente», ha spiegato un membro della Protezione civile francese.

Il bilancio del sisma

Il terremoto, caratterizzato da due forti scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, ha provocato una tragedia di enormi proporzioni. Il bilancio provvisorio è salito ad almeno 1.500 vittime, mentre i feriti sono 3.150 e gli sfollati 12.721.

L’operazione di salvataggio del padre e del figlio arriva a poche ore dal recupero di una madre e del suo bambino di nove mesi, anch’essi estratti vivi dalle macerie. I soccorritori hanno predisposto flebo e assistenza medica direttamente durante le operazioni di recupero.

Nonostante almeno 33 persone siano state salvate nel fine settimana, decine di migliaia risultano ancora disperse. Gli esperti ricordano che, superate le 72 ore dal sisma, le possibilità di trovare superstiti diminuiscono drasticamente, rendendo ogni minuto decisivo.

Centinaia di scosse di assestamento

La situazione resta critica soprattutto nello Stato costiero di La Guaira, a circa 40 chilometri da Caracas, dove numerosi edifici sono completamente crollati.

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha assicurato che le operazioni di ricerca continueranno senza sosta. «Gli sforzi di soccorso e recupero sono in corso. Oggi abbiamo recuperato persone vive e, pertanto, le operazioni non verranno sospese. Manteniamo sempre la speranza», ha dichiarato.

Rodríguez ha inoltre annunciato la costituzione di una commissione incaricata di verificare l’agibilità degli edifici, la proroga della chiusura delle scuole per un’altra settimana e il ripristino della rete elettrica, tornata operativa al 75% nella zona di La Guaira.

Migliaia di persone dormono all’aperto

Le autorità hanno registrato 512 scosse di assestamento, segnale di una persistente instabilità geologica che continua ad alimentare la paura tra la popolazione.

Molti cittadini hanno scelto di non rientrare nelle proprie abitazioni, trascorrendo le notti in piazze, parchi e campi sportivi per il timore di nuovi crolli.

Il censimento provvisorio dei danni conta 774 edifici colpiti, tra abitazioni, torri residenziali, edifici pubblici e attività commerciali, con danni che vanno dalle lesioni strutturali fino alla completa distruzione.

Le interruzioni dell’energia elettrica, delle telecomunicazioni e dei trasporti continuano a rallentare le operazioni di ricerca e i ricongiungimenti familiari. Per sostenere la popolazione, le autorità hanno attivato anche un servizio di assistenza psicologica dedicato alle persone colpite dalla tragedia.

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