
Divieto di bivacco e multe fino a 500 euro
Il sindaco di Pennabilli, Mauro Giannini, ha firmato un’ordinanza che vieta i bivacchi nelle aree pubbliche del Comune, prevedendo sanzioni comprese tra 50 e 500 euro. Il provvedimento proibisce soste prolungate, la realizzazione di giacigli, il consumo di cibi e bevande e il deposito di effetti personali in parchi, giardini pubblici, piazze e nei pressi dei monumenti.
A suscitare le maggiori polemiche, tuttavia, non è tanto il contenuto del divieto quanto le motivazioni riportate nelle premesse dell’ordinanza.
Il riferimento ai profughi
Nel testo si legge infatti che, “da quando in paese, contro la volontà dell’Amministrazione comunale, sono stati alloggiati profughi di culture diverse dalla nostra”, alcuni spazi pubblici sarebbero diventati luoghi di bivacco.
L’ordinanza collega inoltre questi comportamenti a fenomeni di degrado urbano, schiamazzi, abbandono di rifiuti e, secondo quanto riportato nel documento, al frequente consumo di alcolici e sostanze stupefacenti, sostenendo anche che tali situazioni favorirebbero la presenza di persone “poco raccomandabili” e un aumento dei furti.
Interpellato dal Resto del Carlino, il sindaco Giannini ha spiegato che il provvedimento nasce dalle numerose segnalazioni ricevute dai residenti e ha ribadito che l’obiettivo è garantire sicurezza, decoro e vivibilità degli spazi pubblici.
Il precedente del 2023
Non è la prima volta che il primo cittadino finisce al centro del dibattito sul tema dell’immigrazione. Nel 2023 aveva infatti presentato un ordine del giorno contrario all’accoglienza dei migranti, successivamente modificato dopo le contestazioni emerse durante il confronto in consiglio comunale.
Questa volta, invece, il riferimento ai profughi è rimasto nel testo ufficiale dell’ordinanza.
Dibattito acceso sui social
Il provvedimento ha alimentato un vivace confronto anche sui social network. Sotto il post pubblicato dal Comune di Pennabilli si sono alternati commenti favorevoli e critiche.
Tra le osservazioni dei contrari, alcuni utenti hanno contestato il riferimento ai “profughi di culture diverse dalla nostra”, chiedendosi se il divieto venga applicato indistintamente o se finisca per colpire determinate categorie di persone. Altri hanno espresso dubbi anche sull’applicazione concreta dell’ordinanza, ad esempio riguardo ai picnic nei parchi pubblici.
Non sono mancati, però, i messaggi di sostegno al sindaco, con diversi cittadini che hanno definito il provvedimento una misura di “buon senso” per contrastare degrado e bivacchi e tutelare il decoro urbano. Il confronto online è rapidamente degenerato anche in accuse reciproche tra sostenitori e detrattori dell’ordinanza.


