
Un nuovo e vasto blackout elettrico ha colpito Cuba nella giornata di oggi, lasciando senza corrente l’intero Paese dopo il collasso della rete elettrica nazionale. La compagnia statale UNE ha parlato di una “disconnessione totale del sistema elettrico nazionale”, confermando che sono in corso verifiche per individuare le cause del guasto. L’interruzione ha coinvolto milioni di persone e rappresenta il terzo blackout generale dall’inizio dell’anno e l’ottavo dalla fine del 2024, segnando un ulteriore peggioramento della già critica situazione energetica dell’isola.
Il collasso del sistema si inserisce in una crisi energetica profonda che da mesi condiziona la vita quotidiana del Paese, con razionamenti sempre più severi e interruzioni prolungate della fornitura elettrica. In diverse aree dell’Avana la corrente manca anche per oltre 24 ore consecutive, mentre nelle zone rurali le interruzioni possono superare le 70 ore, con effetti pesanti su servizi essenziali, trasporti e attività ospedaliere.
Una crisi energetica sempre più grave
La situazione è aggravata dalla forte dipendenza di Cuba dalle importazioni di combustibile, in un contesto reso complesso dalle tensioni internazionali e dal blocco petrolifero statunitense. Secondo le autorità energetiche locali, il Paese riesce a produrre solo circa il 40% del carburante necessario al proprio fabbisogno, mentre le forniture esterne non sono sufficienti a stabilizzare il sistema.
Negli ultimi mesi, la scarsità di carburante ha portato alla sospensione di trasporti pubblici e alla riduzione drastica dei servizi sanitari, con l’annullamento di decine di migliaia di interventi chirurgici. Il ministero dell’Energia e delle Miniere ha comunicato l’attivazione dei protocolli di emergenza per il ripristino della rete, mentre il governo tenta di fronteggiare una crisi che si ripresenta ciclicamente, come dimostrano i blackout che hanno già colpito l’isola a marzo e a maggio.


