
Il ritorno di Alessandro Di Battista sulla scena politica nazionale appare sempre meno come una semplice ipotesi. Secondo quanto riportato da Open, l’ex esponente del Movimento 5 Stelle starebbe valutando concretamente una candidatura alle elezioni politiche del 2027, lavorando alla trasformazione della sua associazione Schierarsi in un vero soggetto politico. L’iniziativa sarebbe accompagnata da una serie di contatti con altre realtà dell’area antisistema, mentre nel centrosinistra cresce la preoccupazione per l’eventuale impatto di una sua discesa in campo sugli equilibri del cosiddetto campo largo.
A rafforzare questa prospettiva contribuisce anche la mobilitazione promossa da Schierarsi con la raccolta firme per il referendum contro il finanziamento pubblico ai giornali. L’iniziativa ha già superato quota 300mila sottoscrizioni, un risultato che viene considerato un primo banco di prova della capacità organizzativa del movimento in vista di un possibile debutto elettorale. Secondo indiscrezioni riportate dalla testata, Di Battista escluderebbe un ritorno nel M5S e non prenderebbe in considerazione alleanze che comprendano il Partito Democratico, preferendo mantenere un profilo autonomo.
I contatti con Potere al Popolo e l’incontro con Vannacci
Tra le interlocuzioni avviate figurerebbero quelle con Potere al Popolo, formazione della sinistra radicale che, dopo la separazione da Rifondazione Comunista, sta ridefinendo il proprio posizionamento politico. Pur orientandosi verso una corsa autonoma, Di Battista manterrebbe aperto il dialogo con altre realtà politiche, anche a livello territoriale.
Sempre secondo Open, nei mesi scorsi l’ex parlamentare avrebbe avuto anche un incontro con Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. L’incontro, tuttavia, non sarebbe stato finalizzato alla costruzione di un’alleanza politica, ma confermerebbe la volontà di mantenere rapporti con interlocutori molto diversi tra loro, in linea con la tradizionale distanza di Di Battista dagli schemi politici fondati sulla contrapposizione tra destra e sinistra.
I timori nel centrosinistra e la posizione di Avs
L’ipotesi di una nuova formazione guidata da Di Battista alimenterebbe le preoccupazioni soprattutto nel Partito Democratico, dove alcuni esponenti temono che una sua candidatura possa sottrarre consensi al Movimento 5 Stelle, spingendo l’intero campo progressista verso posizioni ancora più radicali. Secondo quanto riferito da Open, tra i parlamentari dem c’è chi paragona il possibile ruolo dell’ex grillino, all’interno del centrosinistra, a quello ricoperto da Vannacci nell’area di destra.
Più prudente la reazione di Alleanza Verdi e Sinistra. Il co-portavoce Angelo Bonelli ha ribadito di non essere preoccupato da un’eventuale competizione elettorale, pur sottolineando che la frammentazione non favorisce il centrosinistra. Secondo Bonelli, in una democrazia ogni forza politica è libera di presentarsi agli elettori, ma sarà la chiarezza della proposta programmatica a determinare il consenso.


