
Ci sono momenti in cui il ruolo pubblico passa in secondo piano e resta soltanto la persona, con le sue paure, le sue fragilità e la necessità di trovare la forza per affrontare una prova inattesa. È in questi istanti che anche chi ha trascorso una vita nelle istituzioni si confronta con sentimenti comuni a chiunque riceva una diagnosi destinata a cambiare la quotidianità.
La malattia, infatti, non conosce appartenenze politiche né distingue tra incarichi e responsabilità. Di fronte a un percorso di cura, ciò che emerge è il bisogno di affetto, di vicinanza e di fiducia nella medicina. È proprio su questi aspetti si è soffermato il protagonista di un racconto intimo, nel quale ha condiviso le emozioni vissute dopo aver scoperto di essere affetto da un tumore.
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Il racconto di Clemente Mastella
Ospite della trasmissione Filorosso su Rai 3, condotta da Antonino Monteleone e Adele Grossi, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha parlato apertamente della propria condizione di salute, soffermandosi anche sulla telefonata ricevuta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Mi ha fatto molto piacere e mi sono anche molto commosso quando mi ha chiamato“, ha raccontato, ricordando il gesto del Capo dello Stato dopo l’annuncio della malattia.
Mastella ha spiegato di essere a conoscenza della diagnosi già da alcune settimane e di aver iniziato il percorso terapeutico prima di renderlo pubblico.
“Già sapevo, da un mese. Ho iniziato anche la cura. Devo dire che quando ho detto queste cose nel giorno della festa patronale della Madonna delle Grazie non pensavo minimamente a quello che sarebbe successo. Mi sono un po’ lasciato andare. Era un modo per dire: stiamo tutti assieme, anche io ho questo problema. Poi ho visto che tutti sono rimasti assieme a me. Mi hanno scritto tantissimi. Non c’è stato un segno distintivo per il quale io appartengo a una parte. Sono diventato una loro parte, anche per chi non mi vota ed è distante da me“, ha dichiarato.

La paura e il sostegno della famiglia
Nel corso dell’intervista, il sindaco ha raccontato anche le emozioni che accompagnano una diagnosi oncologica, spiegando come le difficoltà siano le stesse vissute da qualsiasi altra persona.
“Ho paura? Beh, sì. Magari faccio una scelta che decide il mio destino, ancora qualche anno di vita. Ti ritrovi con te stesso. Ci sono accanto i miei figli, mia moglie. Userò l’estate per stare sereno. Bisogna essere sereni il più possibile. Anche la notte faccio fatica a dormire, perché non immaginavo che arrivasse questa vicenda personale“, ha confidato.
Parole con cui Mastella ha descritto il peso emotivo della malattia e l’importanza del sostegno familiare durante il percorso di cura.

L’appello sulla sanità
Nel suo intervento, il sindaco di Benevento ha ribadito la fiducia nella ricerca e nella medicina, senza nascondere il valore che la fede rappresenta per lui.
“Io ho fede. Sono credente, però la scienza è importante. La scienza medica ha fatto passi importanti. La prevenzione è importante. Però, se non c’è l’istituzione, si fa fatica“, ha affermato.
Da questa riflessione è nato anche un appello rivolto al mondo della politica affinché il tema della sanità diventi una priorità condivisa.
“Destra, sinistra: fate qualcosa in più per la gente. Perché i ritardi negli ospedali, i pronto soccorso in difficoltà… Quando vedi che ci sono 110 posti letto ogni 100mila abitanti, mentre in Germania sono molti di più, è ovvio che i nostri pronto soccorso fanno gridare allo scandalo. Bisogna investire. Mi piacerebbe che destra, sinistra e centro si unissero almeno su questo tema“, ha concluso.
Un messaggio che intreccia l’esperienza personale con una riflessione più ampia sul sistema sanitario, sottolineando come la prevenzione, l’accesso alle cure e il potenziamento delle strutture ospedaliere rappresentino temi che riguardano l’intera collettività, al di là delle appartenenze politiche.


