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“Fa cag**, cogl**”. Zucchero è una furia, mai visto così: con chi ce l’ha

Pubblicato: 07/07/2026 09:56

Ci sono artisti che, anche dopo decenni di carriera, continuano a parlare senza filtri. Non inseguono il consenso né misurano ogni parola per evitare polemiche. Preferiscono raccontarsi con la stessa spontaneità con cui salgono sul palco, alternando ricordi personali, riflessioni sul presente e giudizi destinati a far discutere.

È anche questo il motivo per cui ogni loro intervista diventa una fotografia del momento che stanno vivendo. Tra passato e futuro, successi e nuovi progetti, emergono considerazioni sul mondo della musica, sui cambiamenti del settore e su temi di attualità, spesso con toni diretti e provocatori. È quanto accaduto a Zucchero, protagonista di una lunga intervista al Fatto Quotidiano, nella quale ha affrontato numerosi argomenti, dal nuovo regolamento di Sanremo 2027 fino al ricordo di Miles Davis.
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Il tour e il ritorno negli stadi

Conclusi gli appuntamenti internazionali, Zucchero è tornato a esibirsi in Italia con il tour “Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight”, che celebra i venticinque anni di uno dei suoi brani più celebri.

Dopo il concerto del 4 luglio al Bluenergy Stadium di Udine e quello del 6 luglio allo stadio Dall’Ara di Bologna, è arrivato anche un importante annuncio sul futuro. Ferdinando Salzano, fondatore di Friends & Partners, ha infatti anticipato che l’artista tornerà allo stadio San Siro il 10 giugno 2027 per celebrare i quarant’anni dell’album “Blue’s”, considerato il disco della svolta della sua carriera.

Le celebrazioni proseguiranno anche all’Arena di Verona, dove sono previste dieci date nel 2027, in prossimità del compleanno del cantante, il 25 settembre, e altre dieci nel 2028.

Le parole su Sanremo 2027 e sull’Eurovision

Tra i temi affrontati nell’intervista c’è anche il nuovo regolamento di Sanremo 2027, che prevede la possibilità che il vincitore del Festival non sia automaticamente il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest.

Una scelta che Zucchero ha detto di condividere.

Io sono passato di lì e sono arrivato penultimo. Ma se fossi un direttore artistico farei esattamente la stessa scelta. All’Eurovision ci deve andare qualcuno che ha i cog****i. Che può essere, come dire, competitivo. Per favore, sennò rimaniamo indietro. L’Eurovision fa cage in ogni modo. A parte i Måneskin, tutti gli altri hanno fatto cage. Che si pensasse a cantare e a portare delle belle canzoni“, ha dichiarato.

Il commento su De Gregori e i giovani artisti

Nel corso della conversazione, il cantautore ha commentato anche le recenti parole di Francesco De Gregori, spiegando di condividere il significato del suo pensiero.

Ero in giro per l’Europa e ho letto di qualche battibecco. Ma non ho avuto neanche il tempo di capire, onestamente. Voglio essere serio ma, sempre di più, faccio ironia perché spero sempre che i doppi sensi possano arrivare. Vedo che purtroppo, invece, la gente si prende ancora molto sul serio e quindi faccio fatica. Un disco di Bob Dylan si chiamava “Contengo Moltitudini”, che vuol dire contengo tanti dubbi. E se sei una persona sensibile, un’artista, hai continuamente dei dubbi. Io ce li ho quotidianamente, mi metto in dubbio. Per cui contengo moltitudini, come ha detto De Gregori. È bellissimo e mi ci ritrovo. Poi con Francesco abbiamo scritto delle cose molto belle, ci siamo frequentati, ci conosciamo bene, abbiamo suonato dal vivo. Non oserei mai contraddirlo in pubblico. E ci vuole molta competenza per parlare di questo concetto che ha espresso De Gregori, così come parlare di certi argomenti che ha trattato Guccini o che esprimeva De André“.

Parlando della nuova generazione di musicisti, Zucchero ha espresso apprezzamento per Salmo, Marracash e Blanco.

Salmo musicalmente non lo conosco così a fondo, ma ho letto i testi, ci conosciamo, abbiamo fatto anche due o tre live insieme. È una persona che scrive in modo ovviamente giovane, che usa un linguaggio molto attuale, ma dove io mi ci riconosco. Forse Salmo è un po’ più pesante, ma sono anche altri tempi. Io già con “Pippo che c*o fai?” la discografia mi diceva: “Ma non puoi cambiare in ‘Pippo che cosa fai?'”. Oltre a Salmo, mi piacciono molto anche Marracash e Blanco**”.

Il Nobel per la pace e il ricordo di Miles Davis

Nel corso dell’intervista, Zucchero ha commentato anche la proposta di assegnare il Nobel per la Pace al popolo di Lampedusa, sostenuta da Dacia Maraini.

Per me va benissimo, è giusto. Basta che non lo diano a Trump“, ha affermato.

Spazio anche ai ricordi della sua carriera internazionale, in particolare all’incontro con Miles Davis, che il cantante considera uno dei momenti più importanti della sua vita artistica.

Stavo cercando di recuperare il matrimonio. Mi hanno chiamato alle 4 di notte, pensavo fosse uno scherzo. Poi alla fine ho dovuto decidere. Tanto il matrimonio era già rovinato, e quindi ho deciso di andare da Miles Davies“, ha raccontato.

Ha poi ricordato il primo incontro con il grande trombettista americano e il modo in cui si svolse la registrazione.

Sentivo dire: “Davis ha un carattere insopportabile, è difficilissimo, odia i media, odia tutto, è insopportabile”. Ma finché si registrava era piuttosto freddo. La prima volta che l’ho incontrato si era presentato vestito di pelle nera, occhiali neri. Non era certamente di Bolzano: è arrivato così e mi ha freddato subito, perché stavo suonando un pianoforte. Avevo scritto una tonalità in “si minore”. E lui, appena entrato nella stanza, neanche ha detto “Ciao, buonasera, come va? Mi fa “Stai suonando le note sbagliate”. Poi, appena stavo per andare in regia, mi ferma e mi fa: “Rimani qui, ho bisogno della tua energia”. Finito il brano gli ho detto “Maestro, quale versione devo tenere delle cinque fatte?”. “Forse l’ultima, perché è più nell’aria. Non prendere le note sbagliate”, mi ha risposto“.

Infine, guardando al futuro, Zucchero ha confermato di stare riflettendo sulla possibilità di realizzare un nuovo album, spiegando quanto oggi sia complesso tornare in studio dopo aver scritto centinaia di canzoni.

Ci ho pensato molto perché, dopo che hai scritto più di 350 canzoni, tra le mie e quelle che ho scritto per gli altri, fare un album dopo tutti questi brani è molto difficile. Come diceva Pavarotti “Devi giustificare il fatto che hai avuto successo”. Bisogna mantenere il successo. E ce la puoi fare con l’aiuto dei giornali, dei social. Se esci con un album sai che venderai poco perché nessuno vende più. C’è poco da fare, per fare un album con almeno 8-9 brani servono i cogl*i**”.

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