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Svolta a Kiev, cambia tutto: ecco il nuovo premier, ma la piazza protesta

Pubblicato: 16/07/2026 18:03

L’Ucraina ha un nuovo primo ministro. La Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, ha approvato con 289 voti favorevoli la nomina di Serhii Koretskyi, manager di lungo corso del settore energetico e fino a oggi amministratore delegato di Naftogaz, il principale gruppo statale del gas e del petrolio. È il terzo capo del governo dall’inizio dell’invasione russa del 2022 e guiderà l’esecutivo nel pieno della guerra, in una fase particolarmente delicata per il Paese.

La sua nomina rientra nel più ampio rimpasto voluto dal presidente Volodymyr Zelensky, che punta a rafforzare la macchina dello Stato mentre continuano gli attacchi russi e si avvicina un nuovo inverno, tradizionalmente segnato dai bombardamenti contro le infrastrutture energetiche. La scelta, però, arriva in un clima di forte tensione politica e militare, con migliaia di persone scese in piazza per contestare la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov.

Chi è Serhii Koretskyi

Classe 1978, 48 anni, Serhii Koretskyi è ingegnere ed economista e arriva alla guida del governo senza precedenti esperienze politiche o incarichi ministeriali. Un profilo tecnico che, secondo molti osservatori ucraini, rappresenta uno dei suoi principali punti di forza.

Nato a Lutsk, nell’Ucraina occidentale, ha costruito la propria carriera nel settore energetico e nella gestione aziendale. Per oltre vent’anni ha ricoperto ruoli di primo piano nella raffinazione del petrolio, nella distribuzione di carburanti, nel commercio energetico e nella finanza internazionale.

Prima di entrare nelle grandi aziende statali aveva guidato il Western Oil Group, il Continuum Group e la catena di distributori WOG, una delle più importanti del Paese. È stato anche fondatore di una catena di caffetterie, dimostrando una lunga esperienza nella gestione di imprese private.

L’esperienza alla guida di Naftogaz

Dal maggio 2025 Koretskyi era amministratore delegato di Naftogaz, il colosso pubblico che controlla gran parte della produzione, dell’importazione e della distribuzione del gas naturale in Ucraina.

In precedenza aveva guidato Ukrnafta, la principale compagnia petrolifera del Paese, anch’essa parte del gruppo Naftogaz. Durante il suo mandato si è occupato della gestione delle infrastrutture energetiche in uno dei periodi più difficili della storia recente dell’Ucraina, caratterizzato dai continui attacchi russi contro centrali, depositi e reti di distribuzione.

Le priorità del nuovo governo

Intervenendo davanti ai deputati prima del voto di fiducia, Koretskyi ha indicato tre obiettivi prioritari del suo esecutivo: rafforzare la difesa nazionale, garantire la stabilità economica e proseguire il percorso di integrazione nell’Unione Europea.

Tra le sfide più urgenti figura anche la preparazione del sistema energetico al prossimo inverno. Negli ultimi mesi la Russia ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine, mentre Kiev continua a denunciare una grave carenza di missili intercettori per contrastare i bombardamenti con missili balistici e droni.

Proprio l’esperienza maturata nel settore dell’energia è considerata uno dei motivi principali che hanno spinto Zelensky ad affidargli la guida del governo, nella speranza di rendere più resiliente il sistema energetico nazionale durante una nuova stagione che si preannuncia particolarmente difficile.

Migliaia in piazza contro la rimozione del ministro della Difesa Fedorov

L’insediamento del nuovo premier è stato accompagnato da un’ondata di proteste senza precedenti negli ultimi mesi. Poche ore dopo l’ennesimo attacco russo con missili balistici su Kiev, costato la vita a due persone, migliaia di cittadini sono scesi in piazza nella capitale, ma anche a Leopoli e in altre città, per protestare contro la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, considerato uno degli uomini simbolo della modernizzazione delle Forze armate ucraine.

Quarantaseienne? No, 36 anni, Fedorov era stato nominato ministro della Difesa soltanto lo scorso gennaio e aveva conquistato ampi consensi per la strategia volta a incrementare l’impiego di droni e nuove tecnologie sul campo di battaglia, riducendo l’esposizione diretta dei soldati. Nella serata di ieri ha confermato che lascerà l’incarico nell’ambito del rimpasto deciso da Zelensky, una scelta interpretata da molti come una vera e propria destituzione.

Durante le manifestazioni sono risuonati slogan come “Vergogna”, “Fedorov, Fedorov” e “Via Syrskyi”, rivolti contro il comandante in capo delle Forze armate, Oleksandr Syrskyi. Secondo lo stesso Fedorov, sarebbe stato proprio Syrskyi a chiedere al presidente Zelensky la sua rimozione, accusando il generale di evitare il confronto pubblico sui problemi dell’esercito e di preferire “riunioni riservate e intrighi” invece di affrontare le criticità operative.

Tra i manifestanti prevale la convinzione che l’ex ministro abbia rappresentato una svolta per l’esercito. “L’obiettivo di Fedorov era far combattere meno gli uomini e di più i droni, e lo ha dimostrato con i fatti”, ha dichiarato una giovane manifestante all’agenzia France-Presse. Altri contestano apertamente Syrskyi, accusandolo di continuare a privilegiare assalti frontali molto costosi in termini di vite umane.

Le tensioni si riflettono anche ai vertici militari. Sulla scia dell’uscita di scena di Fedorov, il vicecomandante dell’Aeronautica militare Pavlo Yelizarov ha annunciato le proprie dimissioni attraverso i social network, spiegando di essersi arruolato nel 2022 “per vincere, non per dedicarsi a gesti simbolici”. Il giorno precedente aveva lasciato anche Serghii Sternenko, consigliere del ministero della Difesa, alimentando l’impressione di una profonda frattura interna proprio mentre la guerra con la Russia continua senza tregua.

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