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“Adesso basta”. Caso Mario Roggero, colpo di scena: interviene Giorgia Meloni

Pubblicato: 17/07/2026 14:01

l caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori durante l’assalto alla sua attività, continua ad alimentare il dibattito politico e pubblico sul tema della legittima difesa. Al centro della discussione c’è soprattutto il tema del risarcimento civile richiesto dai familiari dei malviventi.

La vicenda è tornata d’attualità dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione, ma anche per l’annuncio di una nuova misura contenuta nel ddl Sicurezza, con cui il Governo punta a modificare le norme relative ai risarcimenti nei casi in cui il danno venga subito durante la commissione di un reato.

A rilanciare la proposta è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che attraverso un messaggio pubblicato sui social ha illustrato la filosofia della nuova disposizione, definendola una misura ispirata al “buon senso”.

«Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto», ha scritto la premier. Secondo Meloni, con il nuovo ddl Sicurezza chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non dovrebbe poter chiedere alcun risarcimento, né tale diritto dovrebbe spettare ai suoi familiari.

Nel messaggio pubblicato sui social, la presidente del Consiglio ha inoltre ribadito la posizione del Governo affermando che «chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso» e che «lo Stato sta dalla parte delle persone perbene, non dei criminali».

Pur senza citarlo esplicitamente, il riferimento della premier è stato interpretato come un chiaro richiamo al caso Roggero, diventato negli ultimi anni uno dei simboli del confronto politico e giuridico sulla legittima difesa.

Sul piano civile, i familiari dei due rapinatori uccisi hanno avanzato una richiesta complessiva di 3,3 milioni di euro come risarcimento. Una cifra che ha alimentato ulteriormente il dibattito e che ha riacceso il confronto sulla necessità di una revisione della normativa vigente.

Prima ancora della sentenza di primo grado, Mario Roggero aveva già versato 300 mila euro come offerta reale di risarcimento. Successivamente sono stati riconosciuti altri 480 mila euro a titolo di provvisionale per il danno morale, portando il totale già corrisposto a 780 mila euro.

Il tema resta al centro del confronto politico e giuridico. L’iter del ddl Sicurezza sarà ora determinante per capire se le nuove disposizioni sul risarcimento civile entreranno in vigore e quale impatto potranno avere su casi analoghi in futuro.

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