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Beatrice morta a Bordighera: shock sul suo assassino. Cosa gli hanno fatto in carcere

Pubblicato: 17/07/2026 19:04

Una spirale di tensione e violenza sta segnando i giorni di reclusione di uno dei principali indagati per un caso di cronaca che ha sconvolto l’opinione pubblica ligure. È stato di nuovo trasferito Emanuel Iannuzzi, 42 anni, detenuto con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Imperia sul decesso della piccola Beatrice, la bimba di due anni figlia della compagna Emanuela Aiello, anch’essa in carcere con la stessa accusa, morta a Bordighera. Il trasferimento è avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì dal carcere di Pavia, dove l’uomo era stato portato a inizio luglio, a quello di Cremona. A Pavia, infatti, altri detenuti lo hanno aggredito, provocandogli la frattura del setto nasale. Si tratta del quarto trasferimento disposto nei confronti dell’uomo.

Il regime di massima allerta attorno al quarantaduenne non sembra bastare a placare le reazioni ostili all’interno delle strutture penitenziarie, dove la tipologia di reato contestata scatena spesso pesanti ritorsioni. L’uomo continua a cambiare istituto di pena per ragioni di incolumità personale, mentre gli inquirenti cercano di blindare un quadro accusatorio pesantissimo.

I precedenti trasferimenti e la linea della difesa

La mappa degli spostamenti forzati del detenuto racconta da sola la complessità della sua gestione logistica all’interno del circuito carcerario del Nord Italia. All’inizio di giugno, dopo l’arresto, Iannuzzi, che si è sempre professato innocente, era stato spostato dal carcere di Genova Marassi a quello di Ivrea. In quell’occasione erano circolate indiscrezioni su possibili tensioni e minacce da parte di altri detenuti. Poi a Pavia e ora a Cremona.

Mentre l’inchiesta giudiziaria prosegue per accertare le precise responsabilità sulla tragica fine della bambina, la difesa dell’indagato continua a ribadire l’estraneità del proprio assistito rispetto alle contestazioni mosse dalla Procura imperiese. Il nuovo collocamento nella casa circondariale cremonese rappresenta l’ultimo tentativo, in ordine di tempo, per garantire la sicurezza del quarantaduenne in attesa degli sviluppi processuali.

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Ultimo Aggiornamento: 17/07/2026 19:45

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