
Il tramonto agonistico di una delle leggende più longeve e vincenti della storia dello sport mondiale comincia ad assumere contorni sempre più nitidi, lasciando intravedere la fine di un’era irripetibile sul rettangolo di gioco. Novak Djokovic è vicino al ritiro? Il tennista serbo è reduce dalla semifinale conquistata a Wimbledon, dove è stato battuto in tre set da Jannik Sinner, che ha poi conquistato per il secondo anno consecutivo lo Slam di Londra. Djokovic, a 39 anni, non ha ancora messo una data alla fine della sua carriera, ma sente che il momento di appendere la racchetta al chiodo si sta avvicinando.
La tenuta fisica e la fame di vittorie del campione di Belgrado restano straordinarie, ma l’avanzata inesorabile della nuova generazione e i carichi di lavoro di una vita al massimo livello impongono le prime, inevitabili riflessioni sul domani. I segnali inviati dal fuoriclasse serbo mostrano una lucidità assoluta nel gestire la fase conclusiva della sua parabola sportiva.
I dubbi sull’addio perfetto e il sogno a cinque cerchi
Le dichiarazioni del tennista aprono uno squarcio sulla sua intimità e sulla complessità psicologica che accompagna ogni grande atleta nel momento di dire basta. “Continuo a sentire che posso competere al livello più alto”, ha detto Djokovic, “tuttavia, quel momento è più vicino che mai”. Parole che pesano come macigni per gli appassionati di tutto il mondo, abituati a vederlo lottare su ogni punto come se il tempo per lui non dovesse passare mai.
La gestione del finale di carriera diventa quindi un esercizio di equilibrio tra l’amore viscerale per la competizione e il desiderio di non scivolare nell’anonimato dei tabelloni secondari. “Non so se esiste un modo perfetto per ritirarmi. Voglio ritirarmi al vertice? Continuerò a godermi il mio tempo in campo”, ha concluso Djokovic, che in passato aveva posto le Olimpiadi di Los Angeles 2028 come palcoscenico perfetto per ‘the last dance’. Resta da capire se il fisico e le motivazioni gli consentiranno di spingere l’orizzonte così lontano o se il passo d’addio arriverà prima.


