
La laguna di Venezia si trasforma improvvisamente in un teatro di accesa tensione sociale, rompendo la quiete serale con un brusco faccia a faccia tra forze dell’ordine e attivisti della sinistra radicale. A Venezia stasera si sono registrati alcuni scontri tra il corteo dei manifestanti che protesta contro la presenza dell’ambasciatore statunitense Tillman J. Fertitta e la polizia in tenuta antisommossa. Il cordone dei poliziotti era a presidio della zona di Riva dei Sette Martiri, dove stamane è attraccato lo yacht del diplomatico statunitense contestato al grido di ‘Venezia non si USA’.

L’atmosfera è surriscaldata fin dalle prime ore del pomeriggio, quando i primi gruppi di manifestanti hanno iniziato a convergere verso l’area portuale. Al corteo, secondo gli organizzatori, stanno partecipando oltre cinquecento persone provenienti da tutti i centri sociali del Nordest. La mobilitazione, nata spontaneamente sui canali social dell’antagonismo veneto e friulano, ha l’obiettivo dichiarato di portare il dissenso fin sotto i pontili dove risiede temporaneamente l’alto rappresentante di Washington.
La carica in Riva dei Sette Martiri e le misure di sicurezza
La situazione è precipitata quando i manifestanti hanno tentato di forzare il massiccio blocco di sicurezza predisposto dalla Questura per tutelare l’incolumità del diplomatico e della sua imbarcazione. I manifestanti sono stati bloccati dallo schieramento dei reparti mobili quando intendevano dirigersi verso la nave. La carica è durata non più di un paio di minuti e il corteo si è poi diretto verso lo Spazio Esedra nei vicini Giardini della Biennale.
Le forze dell’ordine mantengono l’allerta ai massimi livelli per evitare nuovi focolai di guerriglia urbana, mentre l’area attorno alla monumentale imbarcazione rimane completamente interdetta al pubblico. Lo yacht da 117 metri di Fertitta è presidiato dalle forze dell’ordine anche dall’acqua. Le motovedette continuano a pattugliare il canale di San Marco, mentre all’interno dello Spazio Esedra i portavoce dei collettivi stanno tenendo un’assemblea pubblica per decidere le prossime mosse e l’eventuale prosecuzione dell’agitazione nei giorni successivi.


