
Una scossa di terremoto di magnitudo 5 ha colpito nelle prime ore di oggi il sudest della Turchia, tornando a far tremare una delle aree a più elevato rischio sismico del pianeta. Secondo quanto riferito dall’agenzia nazionale per la gestione delle emergenze Afad, il sisma non ha provocato vittime né danni significativi, ma è stato chiaramente avvertito in diverse province della regione.
L’evento si inserisce in un contesto geologico particolarmente delicato, caratterizzato dalla presenza di alcune delle faglie attive più pericolose del Mediterraneo.
Epicentro nella provincia di Malatya
Il terremoto si è verificato alle 6.20 (ora locale) nel distretto di Battalgazi, appartenente alla provincia di Malatya.
La scossa è stata avvertita anche nelle province di Elazig, Adiyaman, Tunceli e Sanliurfa. L’Afad ha fatto sapere che, al momento, non sono state segnalate situazioni critiche, mentre le squadre di emergenza continuano le verifiche sul territorio per escludere eventuali danni agli edifici e alle infrastrutture.
Una delle zone più sismiche del mondo
L’Anatolia orientale rappresenta una delle aree a più alta pericolosità sismica del pianeta. Qui si incontrano la placca anatolica, quella arabica e quella eurasiatica, il cui continuo movimento genera un’intensa attività tettonica.
La provincia di Malatya si trova nelle vicinanze della Faglia Anatolica Orientale, una grande frattura lunga centinaia di chilometri responsabile di alcuni dei terremoti più devastanti della storia recente della Turchia.
Gli esperti monitorano costantemente questa zona perché il rilascio di energia lungo la faglia avviene attraverso frequenti terremoti, anche di elevata intensità.
I grandi terremoti che hanno segnato la Turchia
Il ricordo più drammatico resta quello del 6 febbraio 2023, quando due terremoti di magnitudo 7,8 e 7,5 colpirono il sud della Turchia e il nord della Siria a poche ore di distanza, provocando oltre 59 mila vittime e una devastazione senza precedenti in decine di città.
Ma la storia sismica del Paese è costellata da eventi distruttivi. Nel 1939 il terremoto di Erzincan (magnitudo 7,8) causò circa 33 mila morti, mentre nel 1999 il sisma di Izmit (magnitudo 7,6), lungo la Faglia Nord Anatolica, provocò oltre 17 mila vittime, segnando profondamente la storia moderna della Turchia.
Proprio per la sua posizione geografica, il Paese continua a essere considerato uno dei territori a maggiore rischio sismico del mondo, con una rete di monitoraggio costantemente impegnata nel controllo dell’attività delle principali faglie attive.


