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Cenano a Porto Cervo, lo scontrino è da brividi: “No, non è possibile”

Pubblicato: 18/07/2026 14:02

Uno scontrino da 532 euro per una cena in un ristorante di Porto Cervo ha acceso il dibattito sui social. La foto del conto è stata pubblicata dalla pagina Facebook Braciamiancora, accompagnata dalla domanda: «Quale voce vi fa saltare dalla sedia? A me il caffè a 10 euro».

In poche ore il post ha raccolto migliaia di commenti, tra chi considera i prezzi prevedibili in una delle località più esclusive della Costa Smeralda e chi, invece, ritiene eccessive alcune delle voci riportate sul conto.

Lo scontrino: dal caffè a 10 euro all’astice da 125

Tra gli importi che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è l’espresso da 10 euro, ma anche il resto del conto non è passato inosservato.

Lo scontrino comprende infatti:

  • 2 coperti da 15 euro ciascuno;
  • 4 bottiglie d’acqua da 12 euro l’una;
  • un astice arrosto da 125 euro;
  • 2 dessert al cioccolato da 23 euro ciascuno;
  • una pecan pie da 22 euro.

Il totale finale ha raggiunto 532 euro.

Il dibattito sui social

Le reazioni degli utenti si sono divise.

Molti hanno difeso il locale, sostenendo che prezzi simili siano in linea con quelli praticati in una destinazione di lusso come Porto Cervo.

«Se non ci si può permettere Porto Cervo, non si va», scrive un utente.

Un altro commenta: «Se vai a Porto Cervo sai a cosa vai incontro».

C’è poi chi osserva: «Volete fare i vip andando nei locali della Costa Smeralda? Allora non lamentatevi».

Le critiche: «Porto Cervo non è la Sardegna»

Altri utenti, invece, hanno puntato il dito soprattutto contro il costo del coperto e dell’acqua.

«Il coperto a 15 euro e l’acqua a 12 euro invece sono normali?» si legge tra i commenti.

In molti hanno inoltre sottolineato come non sia corretto identificare Porto Cervo con l’intera Sardegna.

«Porto Cervo non è Sardegna, è un posto di nicchia», scrive un utente.

«La Sardegna è un’altra cosa», aggiunge un altro, mentre un terzo sintetizza: «Porto Cervo è un mondo a parte».

Lo scontrino continua così ad alimentare il confronto tra chi considera quei prezzi il costo dell’esclusività e chi, invece, li ritiene eccessivi anche per una delle mete più prestigiose del turismo italiano.

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