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“Troppe carrozzine, non c’è spazio!”. La Nazionale paralimpica lasciata a terra: è polemica

Pubblicato: 21/07/2026 10:23

Ci sono trasferte che rappresentano molto più di un semplice viaggio. Dietro la partenza di una squadra nazionale ci sono mesi di preparazione, allenamenti, sacrifici personali e un’organizzazione complessa che coinvolge atleti, tecnici e federazioni. Quando tutto sembra pronto e il momento dell’imbarco è ormai arrivato, nessuno immagina che un ostacolo logistico possa impedire di raggiungere la destinazione.

Per gli atleti paralimpici, inoltre, ogni spostamento richiede una pianificazione ancora più accurata. Le esigenze legate agli ausili per la mobilità vengono comunicate con largo anticipo proprio per evitare inconvenienti e garantire il diritto a viaggiare in condizioni di pari dignità. Per questo motivo quanto accaduto all’aeroporto di Roma Fiumicino ha suscitato una forte reazione da parte delle istituzioni sportive e del mondo politico.
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La Nazionale italiana di powerchair football non parte per Glasgow

Al centro della vicenda c’è la Nazionale italiana di powerchair football, che non è riuscita a imbarcarsi sul volo diretto a Glasgow dopo che, secondo quanto ricostruito dal Comitato italiano paralimpico (Cip), sarebbe emerso un problema legato allo spazio disponibile per le carrozzine degli atleti.

La squadra avrebbe dovuto raggiungere la Scozia per partecipare a un torneo internazionale di preparazione ai prossimi Campionati del Mondo in Argentina, ma il viaggio si è interrotto prima ancora della partenza.

Secondo il Cip, il volo EasyJet in partenza da Roma Fiumicino, operato con un Airbus A320, avrebbe potuto trasportare al massimo cinque carrozzine, mentre gli atleti da imbarcare erano sei. Una circostanza che avrebbe impedito la partenza dell’intera delegazione.

L’accordo con la compagnia prima della partenza

Il Comitato italiano paralimpico ha ricostruito l’accaduto spiegando che già nel mese di aprile la Federazione italiana paralimpica powerchair sport (Fipps) aveva richiesto alla compagnia aerea la possibilità di trasportare sei atleti con le rispettive carrozzine utilizzate nella vita quotidiana, oltre a sei carrozzine sportive necessarie per l’attività agonistica.

Secondo quanto riferito dal Cip, la richiesta aveva ricevuto l’autorizzazione da parte della compagnia e, proprio per evitare possibili inconvenienti, prima della partenza sarebbe stato effettuato anche uno scambio di comunicazioni tramite posta elettronica certificata.

Nonostante questo, una volta arrivata al gate, la squadra si sarebbe vista comunicare l’impossibilità di procedere con l’imbarco di tutti gli atleti, poiché uno degli ausili per la mobilità non avrebbe trovato posto a bordo dell’aeromobile.

La dura presa di posizione del Cip

L’episodio è stato definito una “vergogna inaccettabile” dal presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, che ha espresso una dura condanna dell’accaduto.

Secondo il presidente del Cip, quanto avvenuto rappresenterebbe un passo indietro sul piano dei diritti umani e sociali. De Sanctis ha ricordato di aver incontrato gli atleti la sera precedente alla partenza, descrivendoli come entusiasti e motivati per l’impegno internazionale che li attendeva.

Nel suo intervento ha inoltre sottolineato come le carrozzine non possano essere considerate un semplice bagaglio o un accessorio ingombrante, ma costituiscano per gli atleti un’estensione del proprio corpo.

Il Comitato ha parlato anche di un triplo danno. Oltre all’impatto umano per gli sportivi costretti a rinunciare alla trasferta, viene evidenziato il danno sportivo, legato alla preparazione in vista dei Mondiali, e quello economico, stimato in oltre 20mila euro tra costi di viaggio, alloggi e organizzazione ormai sostenuti.

Le reazioni delle istituzioni e la risposta di EasyJet

La vicenda ha suscitato reazioni anche da parte delle istituzioni. Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, ha definito quanto accaduto un episodio di “gravità estrema”. Sulla stessa linea la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha parlato di un fatto “gravissimo e inaccettabile”, auspicando un rapido chiarimento da parte della compagnia aerea dopo quello che ha definito un impedimento al diritto di viaggio delle persone con disabilità.

Nel frattempo Enac ha avviato un’indagine per ricostruire l’accaduto, prendendo contatti con EasyJet.

La compagnia aerea ha espresso il proprio dispiacere per quanto accaduto alla Nazionale italiana di powerchair football, spiegando di aver aperto un’indagine interna per accertare le circostanze dell’episodio. Ha inoltre comunicato di essere in contatto con i passeggeri coinvolti e di essere impegnata nella ricerca di una soluzione.

L’episodio resta ora al centro delle verifiche avviate dalle autorità competenti. Mentre si attendono gli esiti degli accertamenti e i chiarimenti sulla gestione dell’imbarco, la mancata partenza della Nazionale italiana di powerchair football continua ad alimentare il dibattito sull’accessibilità del trasporto aereo e sul pieno rispetto dei diritti delle persone con disabilità.

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