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West Nile, Pregliasco avverte: “La stagione del virus è appena iniziata, attenzione fino all’autunno”

Pubblicato: 31/07/2026 09:53

La stagione del virus West Nile è solo all’inizio e, con il caldo destinato a proseguire nelle prossime settimane, il rischio di nuovi casi potrebbe accompagnare l’Italia fino all’autunno inoltrato. A lanciare l’appello è il virologo Fabrizio Pregliasco, dopo la pubblicazione del primo bollettino 2026 dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che fotografa una situazione in linea con quella dello scorso anno ma invita a non abbassare la guardia.
Dal mese di febbraio sono stati confermati 84 casi umani di infezione da West Nile in Italia, di cui 37 nelle forme più gravi, con due decessi. Numeri che, secondo l’Iss, risultano sostanzialmente sovrapponibili a quelli registrati nello stesso periodo del 2025.

“La fase più intensa deve ancora arrivare”

Secondo Pregliasco, l’attuale situazione rappresenta soltanto l’inizio della stagione di maggiore circolazione del virus. Le alte temperature e la presenza prolungata delle zanzare del genere Culex, responsabili della trasmissione dell’infezione, potrebbero infatti favorire nuovi contagi nelle prossime settimane.

«Le previsioni climatiche indicano che il caldo potrebbe proseguire ancora a lungo, prolungando l’attività delle zanzare. Per questo è necessario mantenere alta l’attenzione almeno fino all’autunno inoltrato», sottolinea il virologo, ricordando che il virus, pur provocando nella maggior parte dei casi sintomi lievi o nessun disturbo, può diventare molto pericoloso per le persone più fragili.

Chi rischia di più e quali sono i sintomi

Nella maggioranza delle infezioni il West Nile decorre in modo asintomatico oppure provoca sintomi simili a quelli influenzali, come febbre, malessere generale e dolori muscolari. Tuttavia, negli anziani, nei soggetti immunodepressi e nelle persone affette da patologie croniche può evolvere in forme neurologiche gravi, come meningite o encefalite, che richiedono un ricovero ospedaliero.

«L’obiettivo non deve essere creare allarme, ma aumentare la consapevolezza», precisa Pregliasco, ribadendo che la sorveglianza e la prevenzione rappresentano gli strumenti più efficaci per limitare i rischi.

Come difendersi dalle punture di zanzara

Il virologo invita i cittadini ad adottare alcune semplici misure di protezione per ridurre l’esposizione alle punture di zanzara. Tra queste figurano l’utilizzo di repellenti, l’impiego di zanzariere, l’uso di abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali e l’eliminazione dei ristagni d’acqua, luoghi ideali per la riproduzione degli insetti.

Pregliasco sottolinea inoltre l’importanza di rafforzare le attività di disinfestazione dove necessario, insieme al monitoraggio delle popolazioni di zanzare, degli uccelli selvatici e degli equidi, che rappresentano elementi fondamentali nella sorveglianza del virus.

Sorveglianza e prevenzione restano le armi principali

Secondo l’esperto, il West Nile rappresenta uno degli esempi più evidenti dell’approccio One Health, che considera strettamente collegate la salute umana, quella animale e l’ambiente.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, il potenziamento dei controlli veterinari ed entomologici, campagne informative rivolte ai cittadini, verifiche rigorose sulle donazioni di sangue e organi nelle aree interessate e un maggiore sostegno ai Comuni e alle Regioni nei programmi di lotta alle zanzare.

«Il West Nile non è un’emergenza fuori controllo, ma una minaccia che richiede vigilanza continua, prevenzione e una risposta coordinata tra istituzioni, servizi sanitari, veterinari e cittadini», conclude Pregliasco.

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