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Sequestrato e massacrato, l’orrore su un ragazzo in Italia: per due giorni, spaventoso

Pubblicato: 02/08/2026 10:35
Le operazioni dei carabinieri che hanno portato all’arresto di quattro persone, ritenute responsabili di sequestro di persona a scopo di estorsione nei confronti di un giovane egiziano, Milano, 1 agosto 2026. ANSA/Ufficio stampa Carabinieri +++ UFFICIO STAMPA CARABINIERI +++ FOTO NON IN VENDITA – DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++

Cinque uomini, quattro cittadini egiziani e un tunisino, sono stati arrestati con l’accusa di aver sequestrato e aggredito un ragazzo di 22 anni per costringerlo a saldare un presunto debito. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip di Milano, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, al termine di un’indagine condotta dai Carabinieri di Corsico su una vicenda avvenuta nel marzo 2026 nel Milanese.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane sarebbe stato aggredito all’interno di un bar di Corsico, dove sarebbe stato colpito più volte con una mazza da baseball. Successivamente, gli indagati lo avrebbero trasferito in una pizzeria della provincia di Brescia, ritenuta riconducibile a uno degli arrestati, dove la vittima sarebbe rimasta privata della libertà per circa due giorni.

La liberazione sarebbe arrivata soltanto dopo il pagamento di mille euro da parte dei familiari del ragazzo e dopo la firma, da parte della vittima, di alcune cambiali di diritto egiziano per un valore complessivo di circa 8 mila euro.

L’operazione ha portato all’arresto di quattro persone tra Baranzate, nel Milanese, e Adro, nel Bresciano. Un quinto indagato è stato invece individuato in Romania, nel distretto di Brașov, grazie alla collaborazione tra le autorità dei diversi Paesi coinvolti.

Le indagini sono state condotte attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, accertamenti tecnici e l’esame di numerosi filmati. Gli investigatori non hanno ancora stabilito se il presunto debito alla base del sequestro fosse realmente esistente, ma ipotizzano che la vicenda possa essere collegata all’ambiente dello spaccio di droga.

A rafforzare questa ipotesi ci sarebbero i precedenti della vittima, legati a reati in materia di stupefacenti, e quelli di uno dei presunti sequestratori. Nel corso dell’inchiesta, inoltre, uno degli arrestati è stato trovato in possesso di circa 50 grammi di cocaina.

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