
È salito a 9 morti e 20 feriti, sette dei quali in condizioni critiche, il bilancio dell’attentato suicida avvenuto vicino a una stazione di polizia durante una protesta nel distretto di Swat, nel nord del Pakistan. Tra le vittime ci sono anche quattro agenti delle forze dell’ordine, secondo quanto riferito dal vice ispettore generale di polizia di Swat, Fida Hussain. L’attacco riaccende l’attenzione sulla situazione di sicurezza nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, area da tempo segnata dalla presenza di gruppi armati e da una crescente instabilità.
Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, l’attentatore avrebbe cercato di entrare nella stazione di polizia ma sarebbe stato fermato al cancello principale. A quel punto avrebbe azionato l’ordigno nascosto nel giubbotto esplosivo, provocando la deflagrazione che ha causato vittime e feriti tra gli agenti e i presenti nella zona.
L’attacco nella provincia dove cresce l’insurrezione talebana
L’attentato è avvenuto nella provincia settentrionale di Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan, un territorio dove le autorità pakistane sono impegnate nel contrasto alla crescente attività del Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), gruppo militante attivo dal dicembre 2007 e distinto dai talebani afghani, ma con una presenza storica lungo la frontiera tra i due Paesi.
Al momento nessuna organizzazione ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. Le autorità stanno portando avanti gli accertamenti per chiarire la matrice dell’azione e verificare eventuali collegamenti con le formazioni armate attive nell’area. L’esplosione rappresenta un nuovo episodio di violenza in una regione già colpita negli ultimi anni da attentati contro obiettivi istituzionali e forze di sicurezza.


