
Con tre medaglie d’oro conquistate in tre giorni agli Europei di nuoto 2026 di Parigi, Chiara Pellacani si è confermata come una delle grandi protagoniste dei tuffi italiani. La 24enne romana ha trionfato nel mixed team event, nel trampolino sincronizzato misto da 3 metri insieme a Matteo Santoro e nel trampolino da un metro, firmando una prestazione che la proietta tra le atlete più vincenti della sua generazione.
Considerata da molti l’erede di Tania Cagnotto, Pellacani ha costruito negli anni un percorso personale fatto di risultati internazionali, studio e attenzione ai temi della salute mentale, diventando un punto di riferimento anche fuori dalle piscine.
Una carriera iniziata prestissimo
Nata a Roma nel 2002, Chiara Pellacani si è avvicinata al nuoto all’età di tre anni, scegliendo ben presto la strada dei tuffi. A soli 13 anni è entrata nella Nazionale giovanile e nel 2016 ha conquistato la prima medaglia internazionale con l’argento agli Europei di categoria.
L’esordio nella Nazionale maggiore è arrivato nel 2017, prima dei 15 anni. Da allora il suo palmarès si è arricchito costantemente con podi in Coppa del Mondo, Mondiali ed Europei. Dopo il quarto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024, sfumato per pochi punti sia nella gara individuale sia in quella sincronizzata, è tornata protagonista nel 2025 e ha continuato la sua crescita fino al tris d’oro continentale del 2026.
Allenata da Tommaso Marconi e tesserata per le Fiamme Gialle, Pellacani è oggi la seconda tuffatrice europea più medagliata alle rassegne continentali, alle spalle della sola Tania Cagnotto.
Il legame con Matteo Santoro e gli studi negli Stati Uniti
Uno dei simboli della sua carriera è il sodalizio sportivo con Matteo Santoro, con il quale condivide un rapporto che va oltre la piscina. I due si conoscono fin dall’infanzia grazie all’amicizia tra le rispettive famiglie e hanno più volte raccontato di sentirsi come fratelli. Una sintonia che si è trasformata in successi internazionali, culminati con l’oro europeo nel sincro misto.
Parallelamente all’attività agonistica, Pellacani ha proseguito gli studi negli Stati Uniti, frequentando la University of Miami dopo un primo periodo alla University of Louisiana. Ha studiato psicologia e successivamente ha intrapreso un percorso di specializzazione in comunicazione.
La battaglia contro i tabù della salute mentale
La tuffatrice ha raccontato apertamente il momento di difficoltà vissuto dopo le Olimpiadi del 2024, quando la delusione per il doppio quarto posto l’aveva spinta ad allontanarsi temporaneamente dai tuffi.
In quel periodo ha scelto di chiedere aiuto alla famiglia, agli amici, al suo allenatore e a una psicologa, trasformando quell’esperienza in un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani. Pellacani ha più volte ribadito che chiedere supporto non è un segno di debolezza, ma uno strumento fondamentale per affrontare i momenti più difficili.
Molto riservata sulla vita privata, in passato è stata legata all’ex tuffatore azzurro Vladimir Barbu, mentre oggi preferisce mantenere lontano dai riflettori gli aspetti personali, concentrandosi sulla carriera sportiva e sui nuovi obiettivi internazionali.


