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Meloni ai carabinieri: “La libertà esiste solo con la sicurezza”. Ringraziamento ai militari feriti in Val di Susa

Pubblicato: 04/08/2026 17:07

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato la caserma dei Carabinieri “Salvo D’Acquisto” di Roma, sede del Comando Unità Mobili e Specializzate “Palidoro”, dove ha incontrato il personale dell’Arma impegnato nei servizi di ordine pubblico, compresi i militari intervenuti durante gli scontri avvenuti in Val di Susa il 25 luglio in occasione delle manifestazioni No Tav.

«La libertà non esiste senza sicurezza»

Accompagnata dal comandante generale dell’Arma, il generale Salvatore Luongo, la premier ha voluto esprimere personalmente la propria gratitudine ai carabinieri, sottolineando il valore del loro lavoro.

«La cosa più preziosa che abbiamo è la libertà. E la libertà non esiste se non c’è sicurezza», ha dichiarato Meloni, spiegando di essere arrivata alla caserma per ringraziare i militari «a nome del Governo, dell’Italia e di un popolo» consapevole dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze dell’ordine.

Nel suo intervento ha evidenziato come la sicurezza rappresenti una condizione indispensabile per garantire ai cittadini la libertà di vivere la quotidianità senza paura, dal poter aprire un’attività commerciale al muoversi liberamente negli spazi pubblici.

L’incontro con i carabinieri feriti

Durante la visita, la presidente del Consiglio ha incontrato anche alcuni dei carabinieri rimasti feriti negli scontri in Val di Susa, esprimendo la vicinanza del Governo e delle istituzioni.

Meloni ha ringraziato i militari per la professionalità, il coraggio e il senso del dovere dimostrati nello svolgimento del servizio, riconoscendo la difficoltà del loro lavoro.

«Scegliete gli altri prima di voi stessi»

Nel passaggio conclusivo del suo intervento, la premier ha affermato che «non c’è uno stipendio adeguato» per chi mette ogni giorno a rischio la propria vita per proteggere cittadini e infrastrutture.

Rivolgendosi ai carabinieri, ha definito il loro impegno «la scelta che definisce l’eroe», aggiungendo che il valore del loro servizio risiede nella capacità di anteporre il bene degli altri al proprio. Ha quindi riconosciuto che il loro lavoro può essere complesso e talvolta reso più difficile anche dal dibattito politico, invitandoli però a continuare a «camminare a testa alta» per il servizio reso al Paese.

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