
Caldo senza tregua sull’Italia, con l’anticiclone africano ancora protagonista assoluto della scena meteorologica. La fase più intensa dell’estate 2026 non accenna a lasciare spazio a un vero cambio di passo: secondo le previsioni, temperature elevate e umidità opprimente continueranno a caratterizzare gran parte del Paese almeno fino a Ferragosto.
Una piccola parentesi di sollievo potrebbe arrivare soltanto al Nord, dove tra il 9 e il 10 agosto è atteso il possibile passaggio di una perturbazione in grado di portare un temporaneo calo termico. Al Centro-Sud, invece, la situazione resterà pressoché invariata, con una lunga fase di caldo persistente e condizioni di forte disagio.
Per una svolta più significativa bisognerà probabilmente attendere la seconda metà di agosto, quando l’alta pressione subtropicale potrebbe iniziare ad arretrare gradualmente. La fine della canicola africana, però, appare ancora lontana: il dominio dell’anticiclone continuerà a mantenere stabile il quadro atmosferico.
Al Nord la pausa sarà breve e circoscritta. Tra domenica 9 agosto e lunedì 10 agosto, una perturbazione atlantica potrebbe riuscire a superare in parte le Alpi, favorendo temporali sulle zone alpine e prealpine e un momentaneo abbassamento delle temperature. Una tregua destinata però a durare poco, perché già nelle ore successive l’anticiclone africano potrebbe riconquistare terreno.
Il vero problema di questa fase non sarà soltanto il valore segnato dai termometri, ma soprattutto il caldo umido. Tra il 6 e il 7 agosto è previsto il picco della combinazione tra alte temperature e forte umidità, una situazione che rende più difficile la dispersione del calore corporeo e aumenta la percezione del disagio, soprattutto nelle grandi città e nelle ore notturne.
L’afa favorirà anche la comparsa dei cosiddetti temporali di calore, fenomeni improvvisi e spesso intensi che nasceranno soprattutto nelle aree montuose, ma che in alcuni casi potranno interessare anche le Isole maggiori. Un quadro meteorologico che si accompagna a una crescente attenzione sul fronte della salute pubblica.
L’emergenza caldo raggiungerà livelli elevati anche sul piano sanitario. Per giovedì 6 agosto, il Ministero della Salute prevede il bollino rosso in tutte le 27 città monitorate: un livello di allerta che indica possibili effetti negativi sulla salute non soltanto per anziani, bambini e persone fragili, ma anche per la popolazione generale.
Venerdì 7 agosto la situazione resterà critica, con 26 città ancora in bollino rosso e la sola Bolzano destinata a scendere al livello di pre-allerta. Numeri che confermano un’ondata di calore eccezionale per estensione geografica e durata, con pochi precedenti negli ultimi anni.
Alla base di questa lunga fase stabile c’è il continuo rafforzamento dell’alta pressione subtropicale. Le correnti atlantiche scorrono infatti più a nord dell’arco alpino e non riescono a incidere sul blocco anticiclonico che protegge la penisola. Solo qualche impulso instabile riesce a raggiungere il Settentrione, senza però modificare il quadro generale: l’Italia resta ancora intrappolata nella morsa del caldo africano.


