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Su Netflix il film che ha conquistato la Top 10 con eleganza, ironia e voglia di libertà

Pubblicato: 05/08/2026 15:55

In un catalogo spesso dominato da thriller, delitti e storie ad alta tensione, il pubblico sta riscoprendo un racconto molto più delicato. Atmosfere rétro, solidarietà femminile e cambiamenti sociali si incontrano in una pellicola luminosa, capace di parlare di indipendenza senza rinunciare al romanticismo e all’ironia. Il risultato è una visione rassicurante, ma non superficiale, entrata rapidamente tra le più seguite della piattaforma. Il film è “Ladies in Black”, commedia romantica australiana diretta da Bruce Beresford e realizzata nel 2018. Entrata nel catalogo italiano di Netflix alla fine di luglio 2026, la pellicola ha raggiunto il sesto posto tra i film più popolari in Italia il 1° agosto, conquistando così la Top 10 a pochi giorni dal suo arrivo. La durata è di 109 minuti e il tono alterna commedia, formazione e dramma sentimentale. Netflix la presenta come una storia nostalgica e coinvolgente, ambientata nella Sydney degli anni Cinquanta e tratta da un’opera letteraria.

La trama di “Ladies in Black”

La vicenda si svolge nell’estate del 1959, in un’Australia ancora legata a regole sociali tradizionali, ma ormai vicina a un periodo di grandi trasformazioni. La protagonista è Lisa, una studentessa timida e appassionata di libri che, mentre attende i risultati degli esami, accetta un impiego temporaneo presso Goode’s, prestigioso grande magazzino di Sydney. Quello che dovrebbe essere soltanto un lavoro estivo diventa l’inizio di un importante percorso personale. Nel reparto di abbigliamento femminile Lisa incontra Patty, Fay e soprattutto Magda, sofisticata responsabile del settore dedicato all’alta moda. Le donne, riconoscibili per le eleganti uniformi nere indossate durante il servizio, introducono la ragazza in un ambiente completamente diverso da quello familiare. Attraverso di loro, Lisa comincia a scoprire nuove idee sull’amore, sul lavoro e sull’indipendenza femminile.

Angourie Rice interpreta Lisa

Il ruolo di Lisa è affidato ad Angourie Rice, chiamata a rappresentare il passaggio dalla timidezza adolescenziale a una nuova consapevolezza. La trasformazione del personaggio non avviene attraverso un singolo momento decisivo. Lisa cambia lentamente, grazie alle conversazioni con le colleghe, alle letture e alla scoperta di un mondo più grande di quello conosciuto fino a quel momento. Rice interpreta la giovane senza cancellarne la sensibilità e l’ingenuità. Lisa non diventa una persona completamente diversa, ma trova il coraggio di riconoscere le proprie capacità e di difendere il progetto di studiare e costruire autonomamente il proprio futuro.

Julia Ormond guida un cast corale

Julia Ormond interpreta Magda con eleganza e ironia, trasformandola nella vera guida della protagonista. La donna conosce il valore della moda, ma comprende anche che un abito può modificare il modo in cui una persona osserva sé stessa. Rachael Taylor veste i panni di Fay, mentre Alison McGirr interpreta Patty. Le tre attrici costruiscono personaggi differenti, uniti però dalla necessità di confrontarsi con le aspettative sociali riservate alle donne alla fine degli anni Cinquanta. Nel cast compaiono inoltre Vincent Perez nel ruolo di Stefan, Ryan Corr in quello di Rudi, Susie Porter e Shane Jacobson nei panni dei genitori di Lisa e Noni Hazlehurst nel ruolo di Miss Cartwright.

La regia di Bruce Beresford

La regia è firmata da Bruce Beresford, cineasta australiano conosciuto anche per “A spasso con Daisy”. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Beresford insieme a Sue Milliken, che figura anche tra le produttrici con Allanah Zitserman. Il regista sceglie una narrazione classica e senza eccessi, affidandosi alle interpretazioni, ai dialoghi e alla ricostruzione della Sydney del 1959. Il ritmo è tranquillo e lascia il tempo necessario per conoscere le protagoniste e osservare i piccoli cambiamenti delle loro vite. La messa in scena non cerca il grande conflitto drammatico. Preferisce raccontare scelte quotidiane, gesti di solidarietà e trasformazioni graduali, mantenendo un tono prevalentemente luminoso.

“Ladies in Black” è ispirato a una storia vera?

Il film non racconta una storia realmente accaduta. Lisa, Magda, Fay e Patty sono personaggi di fantasia e non corrispondono direttamente a persone esistite. La pellicola è tratta dal romanzo “The Women in Black” di Madeleine St John, pubblicato nel 1993. Beresford e Sue Milliken ne hanno adattato la storia per il cinema, mantenendo l’ambientazione nella Sydney della fine degli anni Cinquanta. Il contesto storico è però autentico. La crescita dell’immigrazione europea, l’evoluzione dei costumi e l’apertura di nuove possibilità educative e professionali per le donne furono trasformazioni reali della società australiana. “Ladies in Black” può quindi essere considerato un racconto immaginario inserito in una cornice storica credibile, costruita per rappresentare cambiamenti vissuti da molte persone.

Il giudizio della critica

Il film ha ricevuto un’accoglienza largamente positiva. Su Rotten Tomatoes registra l’88% di recensioni professionali favorevoli, mentre il gradimento del pubblico si attesta al 75%. La critica ha apprezzato soprattutto il cast, la cura visiva e la capacità di affrontare immigrazione ed emancipazione femminile attraverso un racconto accessibile e piacevole. I giudizi più severi hanno invece evidenziato una sceneggiatura talvolta troppo delicata, con conflitti risolti rapidamente e personaggi che avrebbero potuto ricevere un approfondimento maggiore. Il film, però, non cerca deliberatamente il realismo più duro. La sua forza risiede in un tono ottimista e confortante, capace di mostrare il cambiamento senza rinunciare alla leggerezza.

Quando vedere “Ladies in Black” su Netflix

“Ladies in Black” è disponibile su Netflix dal 31 Luglio 2026

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