
Il sole picchiava forte sul bagnasciuga, promettendo la classica giornata perfetta di metà estate, fatta di risate, bagni rinfrescanti e completo relax. Un bambino correva verso l’acqua a braccia aperte, pronto a tuffarsi nel refrigerio delle onde, quando improvvisamente si è arrestato con il viso interdetto. Davanti ai suoi occhi e a quelli degli altri villeggianti non c’era il solito specchio cristallino, bensì una scura patina verdastra e galleggiante, accompagnata da una schiuma densa e oleosa che avanzava lenta verso la spiaggia. Nel giro di pochi minuti, chiunque avesse tentato di immergersi si è ritrovato la pelle ricoperta da una viscida pellicola untuosa, difficile da sciacquare persino sotto le docce della spiaggia. Lo stupore si è subito trasformato in profonda indignazione, spingendo decine di residenti e turisti a tirare fuori i telefoni cellulari per documentare con rabbia un disastro visivo e olfattivo che ha trasformato una piacevole giornata di vacanza in un vero e proprio incubo ambientale.
L’allarme lanciato sulla fascia costiera
Il fenomeno si è verificato lungo il rinomato litorale di Maiori, una delle perle più frequentate e celebrate della splendida Costiera Amalfitana. Numerose segnalazioni, meticolosamente documentate attraverso un ricco materiale fotografico e videoclip amatoriali, sono giunte direttamente al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli. Le testimonianze raccolte sul posto descrivono dettagliatamente una situazione di grave degrado marino: una vasta chiazza marroncina affiancata da sostanze grasse e dense galleggiava a pochissimi metri dalla riva, finendo inevitabilmente per depositarsi addosso ai bagnanti. Questo materiale organico e chimico, oltre a compromettere visivamente la trasparenza tipica del mare locale, ha provocato forte disagio a chi era in acqua, lasciando residui persistenti ed epidermici che hanno spinto molte persone ad abbandonare precipitosamente il litorale.
Le dure reazioni delle istituzioni
Sulla drammatica vicenda è celermente intervenuto lo stesso deputato Francesco Emilio Borrelli, denunciando con parole nette l’inaccettabilità di simili episodi all’interno di un territorio considerato un vertice assoluto del turismo internazionale. Il parlamentare ha sottolineato come sia assolutamente inconcepibile che in un’eccellenza paesaggistica come la Costiera Amalfitana cittadini e visitatori si trovino costretti a fare il bagno in acque palesemente contaminate da chiazze sospette e schiume dense. Borrelli ha espresso grande preoccupazione sia per i potenziali rischi per la salute pubblica sia per il danno d’immagine incalcolabile causato a un comparto turistico che sulla qualità dell’ambiente e sulla limpidezza del mare fonda la sua intera risorsa economica ed esistenziale.
Gli interventi di verifica richiesti agli organi competenti
Per fare piena luce sull’accaduto e definire la matrice del materiale inquinante, il deputato ha formalmente sollecitato l’intervento immediato della Guardia Costiera e l’avvio di un’indagine tecnica urgente da parte dell’ARPAC, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania. È stato chiesto di effettuare con la massima celerità opportuni campionamenti e analisi di laboratorio sui prelievi d’acqua eseguiti nel tratto di mare interessato. L’obiettivo primario di queste verifiche è individuare con esattezza scientifica la provenienza di questo flusso inquinante, valutando se si tratti di scarichi illegali condotti da imbarcazioni in transito, di un improvviso malfunzionamento della rete fognaria locale o di anomalie nei sistemi di depurazione comunali. Borrelli ha ribadito la necessità di applicare controlli rigorosi e sanzioni inflessibili nei confronti di chiunque si sia reso responsabile di questo grave scempio ambientale.


