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Ceuta, Spagna e Marocco aprono le indagini: allarme per un nuovo assalto dei migranti

Pubblicato: 06/08/2026 08:41

La crisi migratoria di Ceuta continua ad avere pesanti ripercussioni politiche e giudiziarie, nonostante il rientro in Marocco dei circa 72 mila migranti entrati nell’enclave spagnola tra il 30 e il 31 luglio. Mentre Madrid e Rabat hanno avviato indagini per accertare quanto accaduto, cresce la preoccupazione per il rischio di una nuova ondata di attraversamenti già a partire dal 15 agosto.

L’emergenza sarà al centro di una nuova giornata decisiva: il Parlamento europeo interromperà la pausa estiva per una riunione straordinaria dedicata alla situazione di Ceuta, mentre il re Filippo VI riceverà il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, per fare il punto sulla gestione della crisi.

Parlamento europeo convocato d’urgenza

Dopo il confronto in videoconferenza tra i ministri dell’Interno dell’Unione europea, giovedì la commissione Libertà civili (Libe) del Parlamento europeo terrà una seduta straordinaria interamente dedicata ai fatti di Ceuta. Una decisione che conferma come il tema dell’immigrazione sia tornato al centro dell’agenda politica europea.

Nel corso della riunione interverranno il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner, e il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas. Resta invece da confermare la partecipazione del ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska.

Vivas: “Situazione assolutamente insostenibile”

Se l’emergenza degli attraversamenti di massa sembra essersi attenuata, la situazione all’interno della città resta estremamente delicata. Nei centri di accoglienza si trovano ancora circa 2.500 persone, tra cui 528 minori non accompagnati, ospitati in strutture ormai al limite della capienza.

Secondo Vivas, le condizioni sono ormai «assolutamente insostenibili». Il presidente della città autonoma ha denunciato il sovraffollamento delle strutture e le difficoltà nel garantire servizi essenziali come cibo, acqua, alloggi e assistenza sanitaria, avvertendo che esiste anche un concreto rischio per l’ordine pubblico e la sicurezza.

Inchieste aperte in Spagna e Marocco

Sul fronte giudiziario, sia la Spagna sia il Marocco hanno avviato accertamenti per chiarire le responsabilità dell’assalto alla frontiera.

La Procura di Tetouan ha formalmente incriminato 25 persone, ritenute coinvolte nell’organizzazione degli attraversamenti irregolari. Gli indagati sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, trasporto abusivo di persone e, in alcuni casi, di aggressione alle forze di sicurezza marocchine e violazione delle norme sui permessi di soggiorno.

In Spagna, invece, la magistratura vuole capire se vi siano stati errori nella gestione dell’emergenza. I giudici hanno chiesto alla Guardia Civil di chiarire se fossero arrivati segnali preventivi sull’imminente ondata migratoria e se tali informazioni siano state eventualmente sottovalutate. Un’indagine che assume particolare rilievo alla luce delle segnalazioni su un possibile nuovo tentativo di assalto previsto intorno al 15 agosto.

Filippo VI riceve il presidente di Ceuta

Nel pomeriggio di giovedì il re Filippo VI incontrerà al Palazzo Marivent, a Palma di Maiorca, il presidente Juan Jesús Vivas per discutere dell’evoluzione della crisi.

La Casa Reale ha ricordato come il sovrano abbia seguito fin dall’inizio gli sviluppi della vicenda, mantenendo contatti costanti con Vivas, con il presidente del governo Pedro Sánchez e con il leader dell’opposizione Alberto Núñez Feijóo. Nei giorni scorsi Filippo VI aveva espresso «preoccupazione e indignazione» per quanto accaduto a Ceuta e Melilla, ribadendo che lo Stato deve garantire la sicurezza delle due città autonome e impedire il ripetersi di episodi che hanno provocato anche decine di vittime.

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