
Il progetto del Ponte sullo Stretto supera un nuovo passaggio tecnico, ma la strada verso l’avvio dei lavori resta ancora lunga. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici (Cslp) ha approvato all’unanimità il progetto definitivo dell’opera tra Calabria e Sicilia, chiedendo però ulteriori verifiche e approfondimenti su alcuni aspetti.
Il via libera rappresenta un passo avanti per il governo e per la società Stretto di Messina, che punta ad avviare la fase realizzativa negli ultimi tre mesi del 2026. Tuttavia, prima dell’apertura dei cantieri serviranno altri passaggi decisivi, a partire dal parere del Cipess e soprattutto dal controllo della Corte dei Conti, che nell’autunno scorso aveva bloccato il precedente iter.
Cosa significa l’ok del Consiglio superiore dei lavori pubblici
Il parere positivo del Cslp riguarda esclusivamente gli aspetti tecnici dell’opera e non rappresenta ancora il via libera definitivo alla costruzione. L’approvazione consente infatti di procedere verso la progettazione esecutiva, la fase in cui vengono definiti nel dettaglio calcoli strutturali, materiali, cronoprogramma e modalità operative.
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha comunque accompagnato il proprio parere con una serie di richieste di approfondimento. Tra i punti che dovranno essere chiariti figurano, secondo quanto emerso, questioni legate all’altezza del ponte, alla presenza di faglie e ai rischi sismici dell’area.
La società incaricata della realizzazione dovrà quindi integrare la documentazione tecnica prima dei prossimi passaggi autorizzativi.
Il nodo decisivo della Corte dei Conti
Dopo il Cslp, il progetto dovrà passare al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, che avrà un ruolo centrale nell’iter dell’opera.
Il passaggio più delicato resta però quello davanti alla Corte dei Conti. I giudici contabili avevano infatti annullato la precedente delibera sul Ponte, evidenziando una serie di criticità nell’iter amministrativo. Ora dovranno valutare se le modifiche introdotte dal governo abbiano risolto i problemi sollevati.
Se la Corte darà il via libera, potrebbe concludersi la fase burocratica e aprirsi la strada ai cantieri. La società Stretto di Messina indica come possibile finestra per l’avvio dei lavori il periodo compreso tra ottobre e dicembre 2026.
Restano i dubbi e i contenziosi sull’opera
Parallelamente al percorso tecnico-amministrativo proseguono anche le contestazioni sul progetto. La Cgil ha presentato un esposto alla Corte dei Conti ipotizzando un possibile danno erariale legato all’utilizzo di risorse pubbliche destinate al Ponte.
Tra le questioni sollevate c’è anche quella dei fondi europei assegnati alla Sicilia e destinati all’opera, per un valore indicato in circa 1,3 miliardi di euro.
Alcuni Comuni coinvolti dal progetto hanno inoltre annunciato possibili iniziative legali, contestando il mancato coinvolgimento nelle fasi di progettazione.
Sul fronte giudiziario restano aperti anche alcuni fascicoli che riguardano, direttamente o indirettamente, la società Stretto di Messina, tra cui un’indagine a Roma per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio e un procedimento a Caltanissetta che coinvolge un magistrato della Direzione nazionale antimafia.
Il Ponte, dunque, compie un nuovo passo avanti sul piano tecnico, ma la realizzazione resta legata ai prossimi passaggi istituzionali e ai controlli sulla legittimità dell’intero percorso.


