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Codice della Strada, è rivoluzione: cambia tutto da multe a patente e autostrade

Pubblicato: 08/08/2026 14:54

Il Codice della Strada potrebbe cambiare ancora. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha inviato a oltre cento operatori e associazioni di settore una serie di proposte di revisione che riguardano automobilisti, motociclisti, rider, disabili e giovani conducenti. Le ipotesi allo studio sono numerose e toccano alcuni dei punti più discussi della normativa attuale: dalle multe progressive per eccesso di velocità alla possibilità di conseguire la patente B a 17 anni, fino all’introduzione della circolazione per file parallele in autostrada, che consentirebbe in determinate condizioni il superamento a destra.

Il ministero precisa che si tratta di un confronto ancora aperto e che l’obiettivo è arrivare a un testo più vicino alle esigenze degli utenti della strada, mantenendo la sicurezza come principio centrale. Le proposte sono quindi ancora in fase di valutazione e potranno essere modificate prima di trasformarsi in norme definitive.

Multe progressive: fino a 10 euro per ogni chilometro oltre il limite

Una delle novità più rilevanti riguarda il sistema delle sanzioni per chi supera i limiti di velocità. Il Mit sta valutando l’introduzione di multe progressive, calcolate sulla base dell’entità effettiva dello sforamento e della pericolosità della strada.

Sulle autostrade l’ipotesi prevede una maggiorazione di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite consentito. Con un limite fissato a 130 chilometri orari, chi viaggiasse a 140 potrebbe quindi ricevere una sanzione di 100 euro, mentre chi raggiungesse i 170 chilometri orari, superando il limite di 40 chilometri, arriverebbe a pagare 400 euro.

Sulle strade con limite a 50 o 30 chilometri orari, la progressività sarebbe invece più contenuta, con una sanzione indicativa di 5 euro per ogni chilometro orario in eccesso. L’obiettivo dichiarato è rendere le multe più proporzionate alla gravità dell’infrazione, punendo maggiormente i comportamenti considerati più pericolosi.

Stop agli aumenti automatici delle sanzioni con l’inflazione

Un’altra modifica allo studio riguarda il meccanismo di aggiornamento delle multe. Attualmente gli importi possono essere adeguati periodicamente sulla base dell’inflazione. Il ministero ipotizza di eliminare l’automatismo, prevedendo la possibilità di aumentare le sanzioni soltanto nel caso in cui l’inflazione superi il 5%.

L’eventuale adeguamento verrebbe deciso attraverso un decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il Ministero dell’Economia e con quello delle Infrastrutture e dei Trasporti. In questo modo l’aumento degli importi non sarebbe più automatico ma subordinato a una valutazione politica e amministrativa.

Patente B a 17 anni

Tra i punti più significativi compare anche la possibilità di consentire ai giovani di ottenere la patente B a 17 anni, anticipando di un anno l’età attualmente prevista.

La misura rientra nel pacchetto di modifiche dedicato ai giovani conducenti e dovrà essere accompagnata da regole specifiche sulla formazione, sull’esperienza alla guida e sulle eventuali limitazioni applicabili ai neopatentati. I dettagli devono ancora essere definiti, ma l’ipotesi rappresenterebbe uno dei cambiamenti più evidenti rispetto al sistema attuale.

Sorpasso a destra in autostrada: cosa potrebbe cambiare

Particolarmente significativa è anche l’ipotesi relativa alla circolazione sulle autostrade e sulle superstrade a tre corsie. Il Mit sta valutando l’introduzione della circolazione per file parallele, un sistema che potrebbe consentire di avanzare sulla corsia di destra anche quando i veicoli presenti su quella di sinistra procedono più lentamente.

Non si tratterebbe quindi di introdurre indiscriminatamente il sorpasso a destra così come viene comunemente inteso, ma di modificare le regole di circolazione sulle carreggiate a più corsie permettendo, in determinate condizioni, il superamento sulla destra nell’ambito di file parallele.

Una modifica di questo tipo inciderebbe profondamente sulle abitudini di guida in autostrada e richiederebbe una definizione molto precisa delle condizioni nelle quali la manovra sarebbe consentita.

Più tutele per i motociclisti

Diverse proposte riguardano anche chi viaggia in moto. In caso di code o forti rallentamenti in autostrada, i motociclisti potrebbero essere autorizzati a utilizzare la corsia di emergenza, naturalmente secondo modalità e condizioni che dovranno essere stabilite nel dettaglio.

È inoltre allo studio il dimezzamento delle sanzioni per il divieto di sosta applicate ai veicoli a due ruote. Il ministero punta così a introdurre regole considerate più adatte alle caratteristiche specifiche di motocicli e scooter, soprattutto nei centri urbani.

Casco e contrassegno per le super-bici

Il nuovo pacchetto interviene anche sulle cosiddette super-bici, mezzi a propulsione spesso utilizzati dai rider e sempre più diffusi nelle città.

Per questi veicoli potrebbe essere introdotto l’obbligo del casco e quello di un contrassegno identificativo, con l’obiettivo di aumentarne la tracciabilità e uniformare le regole di sicurezza applicate ai mezzi che, pur avendo l’aspetto di biciclette, possono raggiungere prestazioni superiori rispetto alle tradizionali e-bike.

Stretta sui veicoli senza assicurazione

Un capitolo importante riguarda i mezzi privi di copertura assicurativa. Il Mit ipotizza controlli più stringenti attraverso l’incrocio delle banche dati della Motorizzazione e l’introduzione del cosiddetto divieto di marcia digitale.

In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo. È inoltre allo studio il raddoppio di alcune sanzioni principali per le infrazioni commesse con un mezzo non assicurato, insieme all’aumento della decurtazione dei punti dalla patente, che potrebbe passare da 5 a 7 punti, e alla possibilità di una sospensione breve della patente fino a 15 giorni.

Per rafforzare i controlli sui veicoli non assicurati il ministero prevede anche la creazione di una task force dedicata alla Motorizzazione civile, con uno stanziamento di circa 2 milioni di euro all’anno e il coinvolgimento di una ventina di esperti.

Veicoli abbandonati, stranieri e utenti vulnerabili

Nel pacchetto sono previste anche misure per contrastare il fenomeno dei veicoli abbandonati e per rendere più efficace il recupero delle sanzioni non pagate dagli automobilisti stranieri.

Una parte degli interventi dovrebbe inoltre riguardare le categorie più vulnerabili della strada, compresi disabili, pedoni e ciclisti. Il ministero parla di maggiori garanzie per i cittadini e di nuove risorse da destinare alla sicurezza delle infrastrutture stradali.

Il Mit: “Un Codice più vicino agli automobilisti”

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che il confronto con operatori e associazioni punta ad arrivare a un testo «il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza della circolazione come priorità».

Tra le direttrici indicate figurano multe più proporzionate e meno vessatorie, più tutele per motociclisti e utenti vulnerabili, stretta sui veicoli senza assicurazione, patente a 17 anni, obbligo di contrassegno per alcuni cicli a propulsione, contrasto ai mezzi abbandonati e recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri.

Le proposte sono ancora in fase di confronto e non rappresentano quindi norme già entrate in vigore. Sarà il successivo iter legislativo a stabilire quali di queste modifiche entreranno effettivamente nel nuovo Codice della Strada e con quali modalità.

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