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Il tifone Dolphin devasta la Cina: oltre un milione di evacuati, cancellati 1.500 voli

Pubblicato: 09/08/2026 14:43

Il tifone Dolphin, il ciclone tropicale più potente ad aver colpito la Cina dall’inizio dell’anno, ha raggiunto la costa orientale del Paese portando con sé piogge torrenziali, venti fino a 151 chilometri orari e un elevato rischio di alluvioni e frane. L’impatto ha costretto le autorità a mettere in campo una vasta operazione di emergenza, con evacuazioni di massa, sospensione dei collegamenti e migliaia di voli cancellati.

Il ciclone ha raggiunto la terraferma con una forza paragonabile a quella di un uragano di categoria 1. Prima di arrivare sulla Cina aveva già investito la prefettura giapponese di Okinawa, dove il passaggio della tempesta ha provocato almeno sei feriti e blackout che hanno interessato circa 50mila edifici.

Di fronte all’avvicinarsi del tifone, le autorità cinesi avevano disposto il rientro delle imbarcazioni e il trasferimento in zone sicure dei lavoratori impegnati nelle attività offshore. Controlli straordinari sono stati inoltre avviati presso bacini idrici, torrenti, cantieri e località turistiche considerate particolarmente vulnerabili.

Piogge fino a 500 millimetri e allarme alluvioni

La minaccia principale non è rappresentata soltanto dalla violenza dei venti. Secondo le previsioni, le precipitazioni più intense potrebbero proseguire almeno fino al 10 agosto, interessando una vasta porzione della Cina orientale. Tra le aree maggiormente esposte figurano Zhejiang, Shanghai, il Fujian settentrionale, il nord-est dello Jiangxi, le zone centrali e meridionali dell’Anhui e gran parte del Jiangsu.

Particolarmente delicata è la situazione nello Zhejiang, dove nelle aree centrali e orientali potrebbero accumularsi complessivamente tra 250 e 500 millimetri di pioggia. Quantità d’acqua così elevate in un periodo relativamente breve possono provocare esondazioni, allagamenti e smottamenti, soprattutto nelle zone montuose e lungo i corsi d’acqua minori.

Dopo l’impatto sulla costa, Dolphin dovrebbe proseguire verso ovest e perdere progressivamente intensità. Proprio il suo rallentamento sulle regioni interne, tuttavia, rischia di prolungare le precipitazioni e di aumentare la quantità complessiva di acqua scaricata sulle stesse aree. Per questo l’attenzione delle autorità resta concentrata non soltanto sulle zone costiere, ma anche sui territori attraversati dal ciclone nelle prossime ore.

Oltre un milione di persone evacuate

L’arrivo di Dolphin ha fatto scattare una delle più imponenti operazioni preventive messe in campo quest’anno dalle autorità cinesi. Oltre un milione di persone sono state evacuate dalle aree considerate maggiormente esposte al passaggio del tifone e trasferite in strutture più sicure.

A Shanghai sono stati spostati preventivamente oltre 30mila residenti. La tempesta ha avuto conseguenze pesantissime anche sul traffico aereo: circa 1.500 voli sono stati cancellati, provocando disagi per migliaia di passeggeri e modificando profondamente l’operatività degli aeroporti della metropoli.

Ancora più vasta l’operazione organizzata a Wenzhou, nello Zhejiang, dove oltre 900mila persone sono state trasferite dalle zone a rischio. Per accogliere gli evacuati sono stati predisposti più di mille rifugi di emergenza, mentre le autorità locali continuano a monitorare l’evoluzione delle precipitazioni e la tenuta delle infrastrutture.

Nel vicino Fujian sono invece circa 98.900 le persone allontanate preventivamente dalle aree considerate pericolose. La risposta all’emergenza è stata portata al terzo livello, misura adottata anche nelle amministrazioni di Zhejiang, Shanghai e Jiangsu.

Navi richiamate in porto e traghetti sospesi

Pesanti anche le conseguenze per i collegamenti marittimi. Le autorità hanno disposto la sospensione di 55 rotte di traghetti passeggeri costieri e il fermo di 115 progetti di costruzione in mare. Almeno 290 navi utilizzate nei cantieri sono state trasferite verso acque considerate più sicure.

Nel porto di Yangshan, a Shanghai, l’amministrazione per la sicurezza marittima ha disposto lo sgombero preventivo degli ormeggi più esposti, facendo trasferire al riparo circa 500 imbarcazioni. L’obiettivo è ridurre il rischio di incidenti provocati dalle raffiche di vento, dalle onde e dall’innalzamento del livello del mare.

Le misure resteranno in vigore fino a quando le condizioni meteorologiche non consentiranno una graduale ripresa delle attività. Il sistema dei trasporti della Cina orientale potrebbe quindi continuare a subire pesanti ripercussioni anche dopo il passaggio della fase più intensa del tifone.

L’allerta per i fiumi

A preoccupare particolarmente è adesso il rischio idrogeologico. Il Ministero cinese delle Risorse Idriche ha avvertito della possibilità di importanti fenomeni di piena lungo diversi corsi d’acqua, tra cui i fiumi Qiantang, Yong, Jiao e Shuiyang.

Ancora più difficile da prevedere può essere la risposta dei bacini più piccoli, dove le precipitazioni concentrate potrebbero provocare innalzamenti molto rapidi dei livelli dell’acqua e superamenti delle soglie di guardia. Per questo sono stati rafforzati il monitoraggio dei fiumi, i controlli sulle dighe e la sorveglianza delle aree considerate maggiormente vulnerabili.

La fase più delicata dell’emergenza non può dunque considerarsi conclusa con l’arrivo di Dolphin sulla terraferma. La progressiva perdita di forza dei venti non elimina infatti il pericolo rappresentato dalle precipitazioni: con il tifone destinato a muoversi lentamente verso l’interno della Cina, alluvioni e frane potrebbero rappresentare il rischio principale delle prossime ore.

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