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Rissa fuori dalla discoteca, Antonio muore a 35 anni dopo il brutale pestaggio

Pubblicato: 10/08/2026 15:51

Una serata trascorsa al lavoro in una discoteca si è trasformata in tragedia a Sangineto, in provincia di Cosenza. Antonio Perrotta, addetto alla sicurezza del locale e originario di Fuscaldo, è morto in ospedale dopo essere rimasto coinvolto in una violenta aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica. L’uomo, indicato dalle prime informazioni come un 35enne, dopo quanto accaduto era riuscito a tornare a casa, ma nelle ore successive le sue condizioni sono progressivamente peggiorate.

Perrotta avrebbe inizialmente avuto un litigio con alcune persone all’interno della discoteca. La situazione sarebbe poi degenerata all’esterno del locale, dove l’uomo sarebbe stato raggiunto e picchiato violentemente. Gli investigatori stanno adesso lavorando per ricostruire ogni fase dell’accaduto e soprattutto per identificare tutte le persone che avrebbero partecipato all’aggressione.

Il litigio nel locale e l’aggressione all’esterno

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, tutto sarebbe cominciato durante la notte all’interno della discoteca di Sangineto nella quale Antonio Perrotta lavorava come addetto alla sicurezza. Per ragioni che dovranno essere chiarite dagli investigatori, sarebbe scoppiato un diverbio tra il 35enne e alcune persone presenti nel locale.

Il confronto non si sarebbe però concluso all’interno della discoteca. Una volta uscito, Perrotta sarebbe stato raggiunto dalle persone con le quali aveva avuto il litigio e a quel punto sarebbe avvenuto il pestaggio. L’uomo sarebbe stato colpito ripetutamente, riportando numerose lesioni in diverse parti del corpo.

Terminata l’aggressione, alcuni conoscenti lo avrebbero soccorso e accompagnato nella sua abitazione di Fuscaldo. In quel momento, nonostante le percosse subite, le sue condizioni evidentemente non erano apparse tali da far immaginare quello che sarebbe accaduto nelle ore successive.

Torna a casa, poi i malori e la corsa in ospedale

Con il passare del tempo, infatti, il quadro è cambiato rapidamente. Antonio Perrotta avrebbe cominciato ad accusare forti dolori e diversi malori, accompagnati anche da perdite di sangue dal naso. Di fronte al peggioramento delle sue condizioni è stato deciso di accompagnarlo all’ospedale di Cetraro, dove i sanitari hanno riscontrato la gravità delle lesioni riportate.

Le condizioni dell’uomo si sono ulteriormente aggravate, rendendo necessario il trasferimento all’ospedale di Cosenza. Perrotta è stato ricoverato nel reparto di rianimazione, dove i medici hanno tentato di salvarlo. Le conseguenze delle lesioni erano però troppo gravi e, dopo alcune ore, il 35enne è morto.

Sarà adesso fondamentale stabilire con precisione quali traumi abbiano determinato il decesso e ricostruire la sequenza dei colpi ricevuti durante l’aggressione. Gli accertamenti medico-legali potranno fornire elementi importanti anche ai fini dell’inchiesta.

Indagini per identificare chi ha partecipato al pestaggio

Sul caso stanno lavorando Polizia di Stato e Carabinieri, con le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola. Gli investigatori dovranno innanzitutto identificare le persone coinvolte nella rissa e stabilire le singole responsabilità nell’aggressione costata la vita ad Antonio Perrotta.

Uno degli elementi centrali dell’inchiesta sarà la ricostruzione di ciò che è accaduto prima all’interno e successivamente all’esterno della discoteca. Potrebbero rivelarsi determinanti le testimonianze delle persone presenti quella notte, così come eventuali immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nel locale o nelle immediate vicinanze.

Gli inquirenti dovranno inoltre chiarire cosa abbia provocato il litigio iniziale, quante persone abbiano materialmente preso parte all’aggressione e se qualcuno abbia continuato a colpire il 35enne quando non era più in grado di difendersi. Al momento le persone coinvolte risultano ancora in corso di identificazione.

Il dolore di Fuscaldo: “Una giovane vita spezzata dalla violenza”

La notizia della morte ha provocato profondo sgomento a Fuscaldo, il comune nel quale Antonio Perrotta viveva. L’amministrazione comunale ha affidato ai social un messaggio di cordoglio rivolto alla famiglia del 35enne.

Il sindaco e l’intera amministrazione hanno espresso “profondo sgomento ed immenso dolore” per la morte del giovane, definendo la sua scomparsa tragica e assurda. Nel messaggio viene sottolineato come davanti a una morte avvenuta in circostanze tanto violente sia difficile trovare parole capaci di dare conforto ai familiari.

“Una giovane vita spezzata dalla violenza lascia una ferita profonda non soltanto nei suoi cari, ma nell’intera comunità, oggi unita nel dolore e nell’incredulità”, ha scritto il Comune.

Mentre Fuscaldo piange Antonio Perrotta, l’inchiesta entra dunque nella sua fase decisiva. Gli investigatori stanno cercando di dare un nome alle persone coinvolte nella violenta aggressione e di ricostruire con esattezza quanto accaduto durante quella notte, dal primo litigio all’interno della discoteca fino al pestaggio all’esterno e al successivo drammatico peggioramento delle condizioni del 35enne.

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