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“Lo ha fatto sul motoscafo”. Follia in Italia, a tutta velocità: bagnanti in pericolo

Pubblicato: 10/08/2026 17:22

Guidava un motoscafo con i piedi, a pochi metri dalla costa e a velocità sostenuta, in un tratto di mare frequentato anche da subacquei. È la bravata che ha portato alla denuncia di un diportista da parte dell’Amp di Punta Campanella, nel territorio di Massa Lubrense, in provincia di Napoli.

A immortalare la scena è stato lo stesso protagonista, che avrebbe poi pubblicato il video su TikTok. Le immagini, girate nei pressi del promontorio di Punta Campanella, mostrano l’imbarcazione procedere sotto costa mentre il conducente tiene i piedi al posto delle mani. Il filmato era già stato segnalato nei giorni scorsi alla Capitaneria di Porto.

La navigazione a pochi metri dalla costa

Secondo quanto riportato da Il Mattino, la navigazione sarebbe avvenuta a velocità sostenuta, in violazione dell’ordinanza della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia che stabilisce le distanze minime da mantenere dal litorale.

La situazione è particolarmente delicata perché il tratto di mare interessato rientra nell’area marina protetta ed è frequentato abitualmente da subacquei impegnati in attività autorizzate. Una condotta di questo tipo può quindi rappresentare un serio pericolo per chi si trova in acqua.

«Il mare non è una pista»

La presidente del Parco marino, Carolina Mazzella, ha definito il comportamento «inaccettabile, incivile, incurante delle regole e della sicurezza». Per Mazzella, episodi simili «non possono essere tollerati», soprattutto in un’area dove convivono diverse attività legate al mare.

«Il mare è uno spazio condiviso», ha sottolineato la presidente, spiegando che la sicurezza di chi naviga deve necessariamente conciliarsi con quella delle persone che svolgono attività in acqua. Il richiamo è anche all’uso dei social: «Il mare non è una pista, né un palcoscenico per esibizioni sui social».

L’idea: educazione ambientale per la patente nautica

L’episodio ha riacceso anche il tema della formazione di chi conduce imbarcazioni. Secondo Mazzella, il conseguimento della patente nautica dovrebbe prevedere un percorso obbligatorio di educazione ambientale, con particolare attenzione alle aree protette e alla presenza di subacquei.

Una maggiore preparazione, secondo la presidente dell’Amp, potrebbe contribuire a prevenire comportamenti che mettono a rischio la sicurezza e possono danneggiare un ambiente dal quale dipendono anche le attività economiche locali.

L’Amp di Punta Campanella si è quindi detta disponibile a confrontarsi con istituzioni, autorità marittime e comunità dei subacquei, puntando soprattutto sulla prevenzione e sulla formazione, oltre che sulle sanzioni quando le violazioni vengono accertate.

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