
Laura Boldrini dice basta al dibattito sul futuro candidato premier del campo progressista. Mentre nel centrosinistra continua il confronto sulla leadership e sull’eventuale ricorso alle primarie, la deputata del Partito Democratico invita la coalizione a spostare l’attenzione dai nomi ai contenuti e definisce la discussione di queste settimane un “teatro dell’assurdo”, lontano dalle vere preoccupazioni degli elettori.
“Basta, non se ne può più di un dibattito politico surreale, da teatro dell’assurdo, su chi sarà il candidato o la candidata premier dell’alleanza progressista”, afferma Boldrini, presidente del Comitato diritti umani della Camera. Secondo l’ex presidente di Montecitorio, la discussione sarebbe al momento “del tutto inutile” e servirebbe soprattutto a riempire le pagine della politica interna dei giornali durante il mese di agosto.
Boldrini: “Non sappiamo neppure quale sarà la legge elettorale”
La deputata dem sottolinea innanzitutto come il confronto sulla candidatura a Palazzo Chigi si stia sviluppando quando non è ancora definito il quadro normativo nel quale si svolgeranno le prossime elezioni politiche. Boldrini richiama infatti la riforma elettorale che prevede l’indicazione del candidato premier, ricordando che il provvedimento non è ancora diventato legge.
“Non sappiamo se lo diventerà, se supererà il vaglio del Quirinale e quello della Corte costituzionale”, osserva. Per Boldrini, dunque, discutere oggi soprattutto di chi dovrà guidare l’eventuale coalizione progressista rischia di anticipare una questione che potrebbe essere affrontata soltanto quando saranno definitivamente stabilite le regole della competizione elettorale.
“Alle persone interessa cosa farà il centrosinistra”
Il punto politico sollevato dalla deputata Pd riguarda soprattutto le priorità sulle quali costruire l’alternativa al centrodestra. “Le persone vogliono sapere non chi andrà a Palazzo Chigi ma che cosa farà l’alleanza progressista, se vincerà le elezioni”, sostiene Boldrini, chiedendo alle diverse componenti della coalizione di concentrarsi sul programma.
Secondo la parlamentare, il centrosinistra non partirebbe comunque da zero. Boldrini ricorda infatti che in Parlamento le opposizioni hanno già presentato iniziative comuni su diversi temi, citando salario minimo legale, sanità, congedo genitoriale paritario, legge sul consenso, contrasto al caro energia e riconoscimento dello Stato di Palestina.
“Il programma abbiamo già iniziato a costruirlo”
Per Boldrini, proprio il lavoro compiuto nelle Aule parlamentari potrebbe rappresentare il punto di partenza per costruire una proposta comune in vista delle prossime elezioni. “Il programma di governo abbiamo da tempo iniziato a costruirlo nelle Aule parlamentari e nel Paese”, afferma.
La deputata invita quindi le forze progressiste a trasformare le convergenze già emerse durante la legislatura in un progetto politico organico, rimandando a una fase successiva la scelta della persona chiamata eventualmente a rappresentarlo nella corsa per Palazzo Chigi.
L’attacco a Meloni e Vannacci
Nelle parole di Boldrini non manca infine un duro attacco agli avversari politici. La parlamentare contrappone il progetto che auspica per il centrosinistra a quelle che definisce “le incapacità del Governo Meloni” e al “delirio neofascista di Vannacci”.
“Contrapponiamo le nostre idee e il nostro progetto”, conclude Boldrini. Secondo la deputata Pd è questo, e non la discussione estiva sui possibili candidati premier, il terreno sul quale il campo progressista dovrebbe costruire la propria proposta: un programma comune con cui presentarsi agli elettori e provare a costruire un’alternativa al governo di centrodestra.


