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Nicola in coma dopo il pestaggio: cos’è successo prima dell’aggressione, si scopre ora

Pubblicato: 17/08/2026 09:24

È ricoverato in coma farmacologico e in prognosi riservata Nicola Maggiotto, 21 anni, di Asolo, in provincia di Treviso, dopo essere stato aggredito a Barcellona da un gruppo di circa una dozzina di ragazzi. Il giovane era in vacanza con altri otto amici quando, mercoledì, è stato coinvolto in una violenta aggressione all’esterno di un beach club. Dopo un colpo particolarmente forte alla testa, Nicola è crollato a terra. I medici hanno riscontrato lesioni cerebrali e nelle prossime ore sarà possibile capire meglio la gravità delle conseguenze.

A raccontare quanto accaduto è uno degli amici che si trovava con lui quella sera. Il gruppo aveva trascorso la serata a una festa in piscina, in un locale chiamato Sea Sea. Al termine della festa, mentre i ragazzi stavano cercando un taxi per rientrare, si sono imbattuti in un gruppo di circa dodici giovani. «Ci siamo fermati a parlare tranquillamente», racconta l’amico, spiegando che non è stato possibile stabilire con certezza la nazionalità dei ragazzi, perché tutti comunicavano in inglese.

Poi, improvvisamente, la situazione è degenerata. Le ragioni dell’aggressione restano da chiarire e il testimone esclude, per quanto ne sa, che dietro al pestaggio ci fosse un tentativo di rapina. «Chi ci ha picchiato non cercava soldi», racconta. L’amico nega inoltre che prima della rissa ci siano stati contatti con ragazze all’interno del locale che potessero aver provocato la reazione del gruppo.

Il giovane respinge anche alcune ricostruzioni circolate nelle ore precedenti, secondo cui l’aggressione sarebbe nata da una contrapposizione tra italiani e un gruppo di giovani di origine nordafricana, collegata alla questione dei migranti di Ceuta. Secondo il testimone, si tratterebbe di una ricostruzione fuorviante. La serata, racconta, era caratterizzata anche dall’alcol e non c’erano le condizioni perché potessero nascere discussioni di natura politica o geopolitica.

Anzi, poco prima dell’aggressione, i ragazzi stavano parlando di tutt’altro: calcio e Mondiali. Una conversazione apparentemente normale, dunque, prima che la situazione precipitasse nel giro di pochi istanti. Gli amici si sarebbero trovati improvvisamente circondati e aggrediti dal gruppo.

Durante il pestaggio, Nicola è stato colpito violentemente alla testa. «A quel punto ho sfidato l’aggressore», racconta l’amico, spiegando che subito dopo sono intervenuti altri ragazzi. «Ci siamo trovati addosso cinque o sei persone che ci picchiavano con calci e pugni, finché ho perso i sensi anch’io». L’amico ha riportato diverse ferite, tra cui una lesione allo zigomo che ha richiesto alcuni punti di sutura.

Per Nicola, invece, le conseguenze sono state molto più gravi. Dopo il colpo alla testa il 21enne ha perso conoscenza ed è stato trasportato in ospedale, dove i medici hanno deciso di mantenerlo in coma farmacologico. La prognosi resta riservata e l’attenzione è concentrata sulle lesioni riportate a livello cerebrale.

La famiglia vive ore di angoscia e attesa. «I medici dicono che occorrerà aspettare», ha spiegato il padre di Nicola. Saranno soprattutto le prossime 24-48 ore a fornire indicazioni più precise sull’evoluzione delle condizioni del giovane e sulla possibilità che i traumi possano risolversi senza conseguenze permanenti.

Intanto restano da ricostruire con precisione le circostanze dell’aggressione e soprattutto il movente del pestaggio. Le testimonianze degli amici potranno contribuire a chiarire cosa sia accaduto fuori dal beach club e perché una serata di vacanza si sia trasformata in una violenza improvvisa. Nel frattempo, tutta l’attenzione resta sulle condizioni di Nicola, mentre familiari e amici attendono che arrivino segnali positivi dall’ospedale.

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