
L’Etna torna a condizionare il traffico aereo della Sicilia orientale. La nuova fase di attività eruttiva, accompagnata dall’emissione di cenere vulcanica, ha portato a ulteriori limitazioni all’aeroporto di Catania, già alle prese negli ultimi giorni con ripetute modifiche all’operatività dello scalo.
A comunicarlo è lo stesso aeroporto, spiegando che «a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti al settore B1».
Catania, limitati i voli in arrivo
Il provvedimento avrà conseguenze soprattutto per gli arrivi. Fino alle 12 di martedì 18 agosto, potranno infatti atterrare a Catania non più di 10 aerei ogni ora.
Al momento, invece, non sono previste restrizioni per i voli in partenza. La situazione resta comunque in evoluzione e ai passeggeri viene raccomandato di controllare lo stato del proprio collegamento direttamente con la compagnia aerea prima di raggiungere l’aeroporto.
Una precauzione diventata particolarmente importante dopo giorni difficili per chi viaggia da e verso Catania, con l’attività dell’Etna che ha provocato ripetute ripercussioni sullo scalo.
L’attività del cratere Voragine e il tremore vulcanico
I primi nuovi segnali di allerta erano arrivati già nella serata di domenica 16 agosto, quando dal cratere Voragine erano state segnalate intense attività esplosive.
A richiamare l’attenzione degli esperti era stato anche il tremore vulcanico, parametro utilizzato per monitorare l’energia associata alla dinamica dei fluidi magmatici all’interno del vulcano, risalito fino a valori molto elevati.
Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dopo l’incremento registrato nel pomeriggio di domenica l’ampiezza media del tremore ha raggiunto il valore massimo intorno alle 19.40. Successivamente è leggermente diminuita, pur continuando a mantenersi nell’intervallo dei valori alti.
Le sorgenti del tremore sono state localizzate nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.
Aperta una nuova bocca in Valle del Bove
A rendere ancora più significativa questa nuova fase dell’eruzione è stata l’apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, individuata a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 metri.
Dalla bocca è fuoriuscita una colata lavica, mentre il personale dell’Ingv-Osservatorio Etneo ha avviato rilievi sul campo per seguire l’evoluzione dell’attività.
Contemporaneamente prosegue l’emissione di cenere dal cratere Voragine. Il materiale vulcanico viene disperso prevalentemente in direzione Sud-Est, circostanza che continua a rendere necessario il monitoraggio delle condizioni dello spazio aereo intorno a Catania.
L’attività infrasonica
Gli esperti stanno seguendo anche l’attività infrasonica, risultata molto variabile tra livelli bassi e medi. Gli eventi rilevati, con ampiezza compresa tra bassa e media, vengono prodotti principalmente dal cratere Voragine, mentre soltanto una parte minoritaria delle sorgenti è stata localizzata in corrispondenza del Cratere di Nord-Est.
La situazione dell’Etna rimane quindi sotto stretta osservazione. Per chi deve volare da o verso Catania, l’indicazione resta quella di verificare eventuali ritardi, cancellazioni o modifiche del volo prima di mettersi in viaggio verso l’aeroporto.


