
Nuova escalation nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Le forze americane hanno colpito per la seconda volta in poche ore obiettivi iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz, sostenendo di aver agito contro unità dei pasdaran impegnate nella posa di mine. Teheran aveva promesso una rappresaglia «devastante» e ha risposto nella notte con missili contro installazioni che ospitano forze Usa in Giordania e con droni diretti verso una base americana negli Emirati Arabi Uniti. Le difese Patriot sono entrate in azione, mentre resta alta l’allerta anche in Qatar e Kuwait.
08.01 – Petroliera in fiamme a Hormuz
La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha dichiarato oggi in un comunicato che “una superpetroliera che aveva violato le norme ha preso fuoco in modo terribile dopo aver urtato due mine marine”.
06:08 – Droni iraniani contro la base Usa di Al Minhad negli Emirati
La rappresaglia iraniana si estende agli Emirati Arabi Uniti. Dopo gli attacchi contro le installazioni che ospitano militari americani in Giordania, Teheran ha annunciato di aver lanciato droni contro la base di Al Minhad, utilizzata anche dalle forze statunitensi.
05:44 – Trump condivide un video generato dall’IA sulla distruzione di Kharg
Il presidente americano Donald Trump ha pubblicato su Truth un filmato realizzato con l’intelligenza artificiale che mostra un ipotetico bombardamento dell’isola iraniana di Kharg, con l’esplosione di infrastrutture petrolifere e di una nave. Nel messaggio che accompagna il video, Trump descrive l’isola come ridotta «in mille pezzi». Kharg rappresentava, prima della guerra, uno dei principali snodi delle esportazioni petrolifere iraniane ed è stata più volte indicata dal presidente Usa come possibile obiettivo.
03:53 – Il comando Usa: «A Larak azione difensiva contro una minaccia imminente»
Il Comando centrale americano respinge l’accusa dei Guardiani della rivoluzione secondo cui l’operazione condotta sull’isola di Larak sarebbe stata un atto di aggressione. Secondo Washington, l’intervento avrebbe avuto carattere limitato e sarebbe stato diretto contro reparti iraniani impegnati a posizionare mine nello Stretto di Hormuz, considerate una minaccia imminente per la navigazione.
01:20 – Washington conferma l’attacco iraniano in Giordania: missili intercettati
Un funzionario statunitense ha confermato che l’Iran ha attaccato le forze americane in Giordania dopo il raid Usa contro due lanciamissili sull’isola di Larak. Secondo la fonte americana, non risultano per il momento danni significativi e la quasi totalità dei missili sarebbe stata intercettata.
01:03 – Patriot in azione in Giordania, allerta nelle basi Usa del Golfo
Le batterie Patriot sono entrate in funzione per proteggere la base di Muwaffaq al Salti, in Giordania. Filmati diffusi sui social mostrano l’intercettazione in volo di diversi missili balistici iraniani. L’allerta è stata innalzata anche nelle installazioni americane in Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Velivoli cisterna statunitensi schierati ad Al Udeid, in Qatar, si sono alzati in volo dirigendosi verso Israele. Fonti iraniane sostengono che anche la base di Al Udeid sia stata inserita tra gli obiettivi della rappresaglia.
00:27 – Missili iraniani verso Aqaba e la base Usa di Muwaffaq al Salti
La risposta di Teheran al nuovo attacco americano è arrivata nella notte. Missili iraniani sono stati lanciati verso Aqaba e verso la base di Muwaffaq al Salti, in Giordania, dove sono presenti forze statunitensi. Fonti arabe riprese dai media iraniani hanno riferito di esplosioni in diverse aree del Paese.
00:19 – Teheran promette una rappresaglia «più dolorosa» dopo il raid su Larak
Dopo l’attacco americano all’isola di Larak, il presidente della Commissione per la Sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha annunciato una risposta particolarmente dura. Il dirigente iraniano ha assicurato che l’operazione statunitense non resterà senza conseguenze e ha avvertito Washington che un’ulteriore prova di forza comporterebbe un prezzo ancora più alto.


