
Prima le difficoltà respiratorie, poi i problemi allo stomaco, fino a vomitare due volte in campo. Infine le lacrime, arrivate quando il fisico non ha più risposto alla volontà di continuare a combattere. La notte di Novak Djokovic agli US Open 2026 si chiude con una delle sconfitte più dolorose e sorprendenti della sua carriera: dopo 4 ore e 33 minuti, il serbo è stato eliminato al primo turno dall’argentino Mariano Navone.
Una scena che riporta inevitabilmente a quanto accaduto appena quindici giorni prima a Cincinnati. Anche in quell’occasione Djokovic aveva accusato problemi simili, tra caldo, umidità, difficoltà nella respirazione e disturbi gastrointestinali. A New York il copione si è ripetuto, questa volta sul palcoscenico di uno Slam.
Djokovic, problemi respiratori già nel primo set
Le difficoltà sono cominciate praticamente subito. La forte umidità e la sensazione di caldo hanno accompagnato un primo set nel quale Djokovic ha mostrato evidenti problemi respiratori.
Il serbo ha comunque continuato a giocare, provando a gestire le energie e a rimanere aggrappato alla partita. Con il passare delle ore, però, alle difficoltà iniziali si sono aggiunti i problemi di stomaco.
La situazione è peggiorata durante il terzo set, quando Djokovic ha vomitato due volte in campo. Nonostante il malessere, il 39enne è riuscito ancora una volta a trovare risorse sufficienti per ribaltare momentaneamente l’inerzia dell’incontro.
Avanti due set a uno, poi il crollo
Il momento che sembrava poter cambiare la partita è arrivato all’inizio del quarto set. Nonostante le condizioni fisiche, Djokovic era riuscito a portarsi avanti due set a uno e a conquistare un break, raggiungendo il 2-1 con il servizio a disposizione.
In altre occasioni sarebbe potuto essere il punto di svolta. Questa volta, invece, ha rappresentato l’inizio del crollo fisico.
Da quel momento Navone ha conquistato otto giochi consecutivi. Djokovic, incapace di mantenere il ritmo precedente, ha progressivamente perso terreno fino a ritrovarsi sotto 6-2 nel quarto set e 3-0 nel quinto.
Il serbo ha continuato a rimanere in campo, ma senza riuscire a ritrovare le energie necessarie per un’altra delle rimonte che hanno caratterizzato la sua carriera.
Le lacrime in campo
Durante la fase più difficile dell’incontro sono arrivate anche le lacrime di Djokovic. Un’immagine insolita per un giocatore che ha costruito parte della propria leggenda proprio sulla capacità di resistere fisicamente e mentalmente nelle partite più lunghe e complicate.
Questa volta, però, il corpo non gli ha consentito di completare l’ennesima rimonta. A 39 anni, il serbo ha dovuto fare i conti con una serata nella quale i problemi fisici hanno progressivamente condizionato la sua prestazione.
Un episodio che assume un peso ancora maggiore perché arriva a breve distanza da quanto accaduto a Cincinnati, dove Djokovic aveva manifestato disturbi analoghi durante la sconfitta contro Tirante.
Djokovic fuori al primo turno di uno Slam dopo vent’anni
L’eliminazione interrompe una delle serie più impressionanti della carriera del campione serbo. Djokovic non perdeva al primo turno di un torneo del Grande Slam dall’Australian Open 2006, quando venne sconfitto dallo statunitense Paul Goldstein.
Da allora erano arrivate 78 partecipazioni consecutive ai Major senza un’eliminazione all’esordio. Una striscia durata vent’anni che si interrompe agli US Open 2026.
Per Djokovic resta ora da capire quale peso abbiano avuto le condizioni ambientali e quale sia la natura dei problemi fisici accusati durante la partita. La somiglianza con quanto avvenuto poche settimane prima a Cincinnati rappresenta inevitabilmente un elemento sul quale il serbo e il suo staff dovranno fare valutazioni.
La notte più importante di Navone
Dall’altra parte della rete, Mariano Navone può festeggiare quella che rappresenta una delle vittorie più prestigiose della sua carriera. Per l’argentino è soltanto il secondo successo ottenuto contro un giocatore classificato tra i primi dieci del mondo.
Navone ha resistito nei momenti in cui Djokovic sembrava aver ripreso il controllo dell’incontro e ha poi sfruttato il calo del serbo, conquistando otto game consecutivi nella fase decisiva.
Al secondo turno affronterà il vincente della sfida tra Matteo Berrettini e Stan Wawrinka.
Per Djokovic, invece, l’eliminazione apre inevitabilmente interrogativi sul futuro. Resta da capire se quella contro Navone sia stata soltanto una dolorosa battuta d’arresto o se la notte di New York possa rappresentare un passaggio più significativo nell’ultima parte della carriera di uno dei giocatori più vincenti della storia del tennis.


