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Supermercati più convenienti, la classifica di Altroconsumo: scegliendo quello giusto si risparmiano fino a 3.790 euro l’anno

Pubblicato: 01/09/2026 17:48

Cambiare supermercato può tradursi in un risparmio di migliaia di euro all’anno. Per una famiglia di quattro persone, scegliere con attenzione dove fare la spesa e quali prodotti mettere nel carrello può significare spendere fino a 3.790 euro in meno in dodici mesi, circa il 40% rispetto alla spesa media.

È quanto emerge dalla 37ª indagine annuale di Altroconsumo dedicata alla convenienza di supermercati, ipermercati e discount italiani. A fronte di una spesa media stimata in 9.450 euro all’anno, le differenze tra insegne e tipologie di prodotti restano quindi molto significative. Il risparmio massimo stimato raggiunge invece 3.355 euro per una coppia e 2.305 euro per un single.

Eurospin è il più conveniente per i prodotti economici

La rilevazione è stata effettuata tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026 in 1.158 punti vendita distribuiti in 67 città italiane, pari a circa il 64% dei capoluoghi di provincia. Complessivamente sono stati raccolti oltre 1,5 milioni di prezzi, relativi a 124 categorie di prodotti: dagli alimentari alla cura della casa e della persona, fino al cibo per animali.

Altroconsumo ha analizzato quattro differenti tipi di carrello: prodotti di marca, prodotti più economici disponibili, prodotti a marchio dell’insegna, le cosiddette private label, e spesa mista, che combina le diverse categorie ed è considerata quella maggiormente rappresentativa delle abitudini dei consumatori.

Per il paniere composto dai prodotti più economici, al primo posto si conferma Eurospin, che permette un risparmio vicino al 40% rispetto alla media nazionale. Tra le catene tradizionali la più conveniente è invece Ipercoop, con prezzi superiori del 17% rispetto a Eurospin, mentre Carrefour Market si colloca in fondo alla graduatoria con una differenza del 35%.

Spesa mista: Eurospin e In’s primi tra i discount

Cambia parzialmente la graduatoria prendendo in considerazione la spesa mista. Tra i discount il primo posto è condiviso da Eurospin e In’s, seguiti da Lidl e Aldi. La differenza rispetto a Todis, risultato il meno conveniente della categoria per questo paniere, arriva a circa il 16%.

Tra supermercati e ipermercati, invece, la sorpresa è Dok, che debutta al vertice della graduatoria. Seguono Coop, Famila Superstore e Famila. La differenza tra Dok e Carrefour Market, che chiude la classifica del paniere, è di circa il 10%.

Per le private label, ovvero i prodotti con il marchio della stessa insegna, la posizione migliore spetta a Spazio Conad, con una differenza del 19% rispetto a Eurospar. Altroconsumo segnala anche il miglioramento di Esselunga, mentre Carrefour perde il primato ottenuto nel 2025.

Le distanze diventano molto più ridotte quando nel carrello finiscono esclusivamente prodotti di marca. In questo caso il divario massimo tra le insegne si ferma al 7%. In testa si trovano Ipercoop e Spazio Conad, seguite da Famila ed Esselunga.

I punti vendita più economici d’Italia

La classifica cambia ancora scendendo al livello dei singoli negozi. Per la spesa composta da prodotti di marca, il punto vendita risultato più conveniente è il Mega di Treviso, seguito da due Coop di Lucca e dall’Iperal di Cinisello Balsamo, nell’area milanese.

Nel Centro-Sud il risultato migliore viene invece registrato dallo Spazio Conad di Cavallino, in provincia di Lecce.

La geografia della convenienza premia soprattutto la Toscana. Pistoia, Lucca, Firenze e Prato sono tra le città nelle quali fare la spesa costa mediamente meno, con una cifra annuale intorno ai 6.900 euro. Seguono Mantova e altri centri di Veneto e Toscana.

All’estremo opposto si trovano Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa annuale supera i 7.700 euro.

A Milano scegliere il supermercato può far risparmiare 1.390 euro

Non sempre, però, vivere nella città con i prezzi medi più bassi significa avere le maggiori possibilità di risparmio. A Milano, per esempio, la differenza tra scegliere un punto vendita conveniente e uno più caro può raggiungere 1.390 euro all’anno, pari a circa il 18% della spesa.

Seguono Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia, dove la scelta del supermercato può incidere per oltre 1.100 euro l’anno.

Situazione differente in alcune città del Mezzogiorno. A Potenza, Reggio Calabria, Cosenza, Caserta e Catanzaro le differenze tra i punti vendita analizzati si riducono a poche decine di euro. Un risultato legato anche alla minore concorrenza e presenza di insegne in alcune aree.

Dove fare la spesa costa meno in Italia

Nel complesso è il Nord-Est a confermarsi come l’area più conveniente del Paese. Al Centro emerge ancora una volta la Toscana, mentre al Sud la Basilicata migliora la propria posizione e si affianca alla Sicilia tra le regioni relativamente più convenienti.

Secondo l’indagine, le famiglie di Veneto e Trentino-Alto Adige spendono mediamente il 13% in meno rispetto a quelle di Valle d’Aosta e Lazio.

Ancora più marcate sono le differenze se si considera quanto la spesa alimentare incide sul bilancio familiare. In Calabria e Campania assorbe circa il 19% delle disponibilità, in Sicilia, Molise e Puglia il 18% e in Basilicata il 17%.

In Trentino-Alto Adige, al contrario, l’incidenza scende al 10%, mentre si attesta all’11% in Lombardia e al 12% in Emilia-Romagna e Veneto. Una distanza legata non soltanto ai prezzi, ma anche ai differenti livelli di reddito.

Tra il dato più basso e quello più alto ci sono 9 punti percentuali: in proporzione al bilancio familiare, dunque, il peso della spesa alimentare in Calabria e Campania risulta quasi il 90% superiore rispetto a quello registrato in Trentino-Alto Adige.

L’indagine fotografa infine prezzi ancora elevati, ma con una crescita più contenuta: tra febbraio e marzo 2026 l’incremento rilevato è stato dell’1%, contro il 2% dell’anno precedente. I dati, tuttavia, sono stati raccolti prima che potessero riflettersi sui listini eventuali nuovi aumenti dei costi di petrolio ed energia legati al conflitto in Iran.

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