
Un boato violentissimo, poi una massa di rocce, neve, terra e detriti precipitata lungo le pendici del Monviso. Una frana di notevoli dimensioni si è staccata nella serata di martedì 1 settembre dalla montagna simbolo delle Alpi Cozie, interessando un’area vicina al rifugio Quintino Sella e parte del sentiero che collega la zona a Pian del Re. L’allarme è scattato intorno alle 20 e ha immediatamente mobilitato il Soccorso alpino. Al momento non è possibile stabilire se qualcuno sia rimasto coinvolto, ma a rendere più preoccupante la situazione c’è il mancato arrivo al rifugio Sella di un escursionista di nazionalità straniera, del quale si sta cercando di ricostruire la posizione.
Le condizioni nell’area del distacco hanno impedito di effettuare verifiche approfondite durante la notte. Un elicottero del Servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte è decollato da Torino in assetto notturno e ha tentato di raggiungere la zona, ma la grande quantità di polvere ancora sospesa nell’aria e l’instabilità del fronte di frana hanno reso impossibile l’atterraggio. Le ricerche e le verifiche sul terreno dovranno quindi riprendere alle prime luci dell’alba, quando sarà possibile valutare con maggiore precisione anche l’estensione del crollo.
«Abbiamo sentito un boato, i blocchi volavano»
Il distacco è stato chiaramente percepito dal rifugio Giacoletti, da dove è stato possibile osservare la massa di materiale precipitare dalla montagna. A raccontare quei momenti è il gestore Andrea Sorbino.
«Abbiamo sentito il boato dal rifugio e siamo usciti a vedere che cosa stesse accadendo. Si vedevano i blocchi volare ad occhio nudo», ha raccontato.
Una descrizione che rende l’idea delle dimensioni dell’evento. Il materiale si sarebbe staccato dalle quote più elevate e sarebbe precipitato verso valle sotto forma di una grande colata composta da pietre, detriti, neve e terra, sollevando una nube di polvere visibile a distanza.
La prima necessità dei soccorritori è stata stabilire quale porzione della montagna fosse stata interessata e soprattutto verificare se al momento del distacco fossero presenti escursionisti sui sentieri.
La frana vicino al rifugio Quintino Sella
Secondo le prime ricostruzioni, il crollo avrebbe interessato l’area nei pressi del rifugio Quintino Sella, uno dei principali punti di riferimento per gli escursionisti e gli alpinisti che frequentano il massiccio del Monviso, oltre a una parte del percorso in direzione di Pian del Re.
È una zona particolarmente frequentata durante la stagione estiva e proprio questo rende indispensabile verificare la presenza di persone lungo i percorsi al momento della frana. Il distacco è avvenuto intorno alle 20, quando in alta montagna potevano ancora esserci escursionisti impegnati nel rientro verso i rifugi.
Il Soccorso alpino ha però precisato che non è al momento possibile accertare l’eventuale coinvolgimento di persone. Qualsiasi bilancio sarebbe dunque prematuro finché le squadre non potranno raggiungere in sicurezza l’area interessata.
L’allarme per un escursionista straniero
L’elemento che desta maggiore preoccupazione riguarda un escursionista di nazionalità straniera atteso al rifugio Quintino Sella e che non risulta essere arrivato a destinazione.
La segnalazione ha fatto scattare immediatamente gli accertamenti. I soccorritori stanno cercando di stabilire quale itinerario avesse programmato, dove sia stato visto l’ultima volta e se il suo percorso potesse attraversare la zona interessata dal crollo.
«Sono in corso verifiche per accertarne la posizione e l’eventuale collegamento con l’evento franoso», ha spiegato il Soccorso alpino.
Il mancato arrivo non consente quindi, da solo, di affermare che l’escursionista sia rimasto coinvolto. Potrebbe trovarsi altrove o essere stato rallentato per ragioni indipendenti dalla frana. La coincidenza temporale e geografica impone però di considerare anche l’ipotesi più grave fino a quando non sarà possibile rintracciarlo.
L’elicottero arriva da Torino ma non può atterrare
Il Servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte è stato attivato nella serata e un elicottero è decollato da Torino con equipaggio e strumentazione adatti alle operazioni notturne.
Il tentativo di raggiungere direttamente la zona del Monviso non è però riuscito. A impedire l’atterraggio sono state soprattutto due condizioni: la nube di polvere sollevata dal crollo e l’instabilità ancora presente sul fronte della frana.
Avvicinare un elicottero a una parete dalla quale potrebbero verificarsi ulteriori distacchi avrebbe esposto equipaggio e soccorritori a un rischio troppo elevato. La polvere, inoltre, può compromettere drasticamente la visibilità durante le delicate fasi di avvicinamento e atterraggio.
La priorità è quindi evitare che un intervento di soccorso si trasformi in un’ulteriore emergenza.
Ricerche alle prime luci dell’alba
Le operazioni più approfondite sono state rinviate alle prime luci di mercoledì, quando la visibilità permetterà ai soccorritori di valutare dall’alto e dal terreno le reali dimensioni del distacco.
Sarà necessario innanzitutto verificare la stabilità della montagna. Dopo una frana di grandi dimensioni possono infatti verificarsi ulteriori crolli, soprattutto nelle ore immediatamente successive al primo distacco. Soltanto quando le condizioni verranno considerate sufficientemente sicure potranno essere inviate squadre nelle aree maggiormente interessate.
Parallelamente proseguiranno le verifiche sull’escursionista straniero atteso al Quintino Sella. Ricostruire i suoi ultimi movimenti potrebbe permettere di restringere notevolmente l’area delle ricerche e stabilire se esista realmente un collegamento con la frana.
Una notte di attesa sul Monviso
Per il momento dal Monviso arrivano dunque immagini e testimonianze impressionanti, ma nessuna certezza sull’eventuale presenza di persone sotto il materiale precipitato. Il boato è stato avvertito distintamente dai rifugi e le dimensioni dei blocchi osservati durante la caduta indicano un evento importante.
La situazione resterà sotto osservazione per tutta la notte, ma sarà l’alba a consentire il vero avvio delle verifiche. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla zona del Quintino Sella e sul percorso dell’escursionista che non ha raggiunto il rifugio.
Solo con la ripresa delle operazioni aeree e terrestri sarà possibile capire quanto sia estesa realmente la frana, quali sentieri abbia investito e soprattutto se il gigantesco crollo abbia coinvolto qualcuno.


