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Firenze, rapita dall’ex e chiusa nel bagagliaio: venti minuti al 112 prima di essere uccisa

Pubblicato: 04/09/2026 07:37

Quando riesce a chiamare il 112, Lorena Isceri è immobilizzata nel bagagliaio del suo stesso suv. Ha mani e caviglie legate, attorno a lei c’è solo buio e l’auto continua a muoversi. «Aiutatemi, il mio ex mi vuole uccidere», riesce a dire agli operatori. La telefonata durerà circa venti minuti, mentre la polizia tenta disperatamente di localizzare il veicolo.

La donna, 45 anni, era stata sorpresa poco prima nel garage del condominio in cui viveva, nel quartiere Rifredi a Firenze. Secondo la ricostruzione, l’ex compagno Federico Vella, 36 anni, l’avrebbe aggredita dopo che aveva parcheggiato, intorno alle 14.30. Dopo averla colpita e immobilizzata con delle fascette, l’uomo l’avrebbe caricata nel bagagliaio del suv per poi allontanarsi alla guida.

La telefonata disperata al 112

Nel bagagliaio Lorena riesce però a trovare lo zaino che era stato gettato insieme a lei. All’interno c’è ancora il cellulare. Nonostante le difficoltà nel muoversi, la donna riesce a recuperarlo e a contattare il numero unico di emergenza. Spiega di essere stata rapita dall’ex compagno, di avere mani e gambe bloccate e di non sapere dove l’uomo la stia portando.

Gli operatori mantengono il collegamento mentre vengono allertate la Squadra mobile di Firenze e la polizia stradale. Parte immediatamente il tentativo di rintracciare il telefono attraverso le celle e di individuare il suv grazie alla targa e alle telecamere. L’auto, però, è in movimento lungo l’autostrada A1, in direzione Bologna, e la localizzazione risulta complicata.

Il veicolo prosegue verso Barberino di Mugello, quindi imbocca la Panoramica. Lorena continua a parlare con la centrale, fornendo tutte le informazioni che riesce a recuperare mentre è ancora chiusa nel bagagliaio.

L’ultima frase e la tragedia sul cavalcavia

A un certo punto Vella si accorge della telefonata. Ferma l’auto sul cavalcavia Lora, che nel punto più alto raggiunge circa quaranta metri, apre il bagagliaio e scopre il cellulare acceso. «Che cosa hai fatto?», sarebbe la frase dell’uomo ascoltata dagli operatori del 112 prima che la comunicazione si interrompesse.

Poco dopo arriva anche la segnalazione di un automobilista, insospettito da un suv fermo lungo la strada e dal comportamento dell’uomo. Una pattuglia della polizia stradale raggiunge rapidamente il cavalcavia, ma gli agenti arrivano quando ormai la tragedia si è consumata.

Secondo la ricostruzione, Lorena Isceri viene gettata nel vuoto. Subito dopo anche Vella si lascia cadere dal cavalcavia. Si conclude così, nel modo più drammatico, una corsa contro il tempo iniziata con quella telefonata dal bagagliaio e durata venti minuti.

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