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Mario Roggero resta in carcere: respinta la seconda istanza di differimento della pena

Pubblicato: 17/09/2026 11:05

Mario Roggero resta in carcere. Per il gioielliere di Grinzane Cavour, 72 anni, è arrivato anche il secondo no dei giudici alla possibilità di lasciare temporaneamente la cella. Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha infatti respinto la richiesta della difesa di ottenere il differimento dell’esecuzione della pena in attesa di una decisione del presidente della Repubblica sulla domanda di grazia presentata dall’uomo.

Roggero è detenuto nel carcere di Bollate da circa due mesi, dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi. La decisione dei giudici milanesi fa così sfumare, almeno per il momento, anche la possibilità di attendere fuori dal carcere l’eventuale pronunciamento del Quirinale sulla richiesta di grazia.

Il provvedimento di Milano arriva dopo una decisione analoga del Tribunale di sorveglianza di Torino, che nei giorni scorsi aveva già respinto la richiesta di differimento della pena. Secondo i giudici torinesi, la semplice pendenza di una domanda di grazia non sarebbe sufficiente, da sola, a giustificare la sospensione dell’esecuzione della condanna.

La difesa aveva inoltre chiesto, in subordine, la possibilità della detenzione domiciliare. Anche questa strada, almeno per ora, non ha portato al risultato sperato. Roggero resta quindi detenuto mentre prosegue l’iter legato alla domanda di grazia, sulla quale dovrà eventualmente pronunciarsi il presidente della Repubblica.

Durante l’udienza davanti ai giudici milanesi, il gioielliere aveva affidato le proprie parole a una riflessione sulla vicenda e sulla propria condizione. «Ogni vita merita rispetto, siamo tutti gocce in un grande oceano», avrebbe dichiarato. Roggero non ha parlato di pentimento, ma ha riconosciuto di essere stato «impulsivo» e di avere forse dovuto agire diversamente.

La condanna definitiva riguarda i fatti avvenuti nella sua gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, dove nel 2021 Roggero sparò durante una rapina, provocando la morte di due dei rapinatori. La vicenda giudiziaria si è conclusa con una condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione, divenuta definitiva dopo i successivi gradi di giudizio.

Ora la difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Marcolini, ha già annunciato l’intenzione di impugnare la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano davanti alla Corte Suprema. Si apre dunque un nuovo passaggio giudiziario, mentre resta separato e ancora aperto il percorso relativo alla domanda di grazia.

Per Roggero, dunque, la situazione resta sospesa tra carcere, ricorsi e attesa della grazia. Le decisioni dei tribunali di sorveglianza di Torino e Milano hanno escluso, per ora, la possibilità di un differimento della pena legato alla richiesta presentata al Quirinale. L’eventuale concessione della grazia seguirà invece un procedimento distinto e non dipenderà automaticamente dai provvedimenti dei giudici di sorveglianza.

Il gioielliere resta quindi a Bollate, mentre la vicenda continua a dividere l’opinione pubblica e ad alimentare il dibattito sul confine tra la legittima difesa, la risposta alla violenza e la responsabilità penale. Per il momento, sul piano giudiziario, il dato è uno solo: Roggero non lascia il carcere, almeno fino ai prossimi sviluppi del procedimento e dell’iter della domanda di grazia.

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