
Le premesse della vigilia promettevano uno spettacolo scoppiettante e il campo non ha tradito le attese: lo scontro d’alta quota tra Frosinone e Como ha regalato novanta minuti di puro agonismo. Aveva ragione Cesc Fabregas a temere l’ostacolo, sapendo bene che la formazione ciociara gioca un calcio propositivo e spregiudicato.
Sulla panchina giallazzurra, la mano di Massimiliano Alvini si fa sentire con forza: la sua squadra affronta le grandi a viso aperto, senza timori reverenziali. Questa mentalità ha permesso al Frosinone di infliggere al Como la prima sconfitta stagionale, bloccando la corsa dei lariani verso la vetta della classifica.
Entrambe le compagini si presentavano ai nastri di partenza dopo un avvio di campionato eccezionale. Il Como arrivava dall’entusiasmo della notte stellare in Champions League, dove aveva travolto il Lipsia con un netto 4-1, seguito dall’importante affermazione interna per 2-1 ai danni del Parma.

Dal canto suo, il Frosinone stava vivendo un inizio di stagione da sogno: una sola battuta d’arresto contro la Juventus all’esordio, seguita dai prestigiosi successi su Fiorentina e Venezia e dal pareggio di Genova. A trascinare i ciociari ci hanno pensato le prodezze di Antonio Raimondo e il momento d’oro dell’esterno georgiano Giorgi Kvernadze.
Tra le mura amiche del Benito Stirpe, la gara è subito viva e ricca di capovolgimenti di fronte. Nelle prime battute i lariani provano a imporre il proprio ritmo, ma sbattono puntualmente contro gli interventi provvidenziali di Lorenzo Palmisani, portiere ciociaro e autentico protagonista del match.
A sbloccare l’equilibrio ci pensa la splendida rete di Giacomo Calò, un gol che regala enorme solidità e fiducia alla manovra del Frosinone. Da quel momento, la squadra di Alvini abbassa la saracinesca e gestisce il vantaggio con la maturità di una grande.
Con il Como costretto a sbilanciarsi alla ricerca del pari, i padroni di casa trovano lo spunto per raddoppiare in contropiede: è Giorgi Kvernadze a firmare il gol del definitivo raddoppio allo scadere del primo tempo, capitalizzando una ripartenza micidiale.
Nella ripresa Fabregas prova a correre ai ripari mescolando le carte: il tecnico spagnolo rivoluziona la squadra inserendo forze fresche come Moise Kean, Ricci e Jesus Rodriguez. Tentativi che si rivelano vani contro il muro difensivo eretto da Palmisani, eletto MVP assoluto della sfida.
Al fischio finale esplode la gioia del pubblico di casa per una vittoria di prestigio: il Frosinone aggancia proprio il Como a quota dieci punti, festeggiando un successo che profuma di alta classifica e certifica la bontà del progetto ciociaro.


