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“Roba di se*so”. Reazione a catena, denuncia choc de Le pappardelle

Pubblicato: 22/09/2026 14:57

Per quasi cinquanta puntate sono diventate una presenza familiare nel preserale di Rai 1, costruendo un percorso fatto di vittorie, intesa e una complicità capace di conquistare una parte importante del pubblico. Ma dopo l’ultima apparizione televisiva, per Le Pappardelle si è aperto un capitolo decisamente diverso, che dalle dinamiche di Reazione a Catena si è rapidamente spostato sui social.

Maria Giulia Bardi, Carolina Mischi e Francesca Garbin hanno infatti concluso la loro lunga avventura nel quiz condotto da Pino Insegno. Le tre studentesse fiorentine, provenienti dal quartiere Isolotto, hanno lasciato il programma dopo 48 puntate e con un montepremi complessivo superiore ai 250mila euro. A interrompere la loro corsa è stata la sconfitta nel gioco de “L’intesa vincente”, che ha messo fine a una permanenza particolarmente lunga.

Le Pappardelle, lo sfogo dopo Reazione a catena

L’uscita di scena è stata accompagnata dall’affetto dello studio e di numerosi telespettatori che nelle settimane precedenti avevano seguito il loro percorso. Parallelamente, però, sui social si è sviluppato un fenomeno di segno completamente opposto. Accanto alle normali critiche rivolte alle concorrenti sono comparsi messaggi e attacchi che, secondo le ragazze, avrebbero superato ampiamente i confini della semplice opinione negativa.

La situazione ha così spinto Le Pappardelle a intervenire pubblicamente. Attraverso un lungo messaggio pubblicato all’interno di un gruppo Facebook dedicato a Reazione a Catena, il trio ha spiegato di non avere intenzione di contestare il diritto degli spettatori a esprimere giudizi, anche negativi. Il problema, sostengono, riguarda invece quei contenuti che avrebbero assunto caratteristiche ben diverse.

“Non abbiamo mai risposto alle tante critiche, perché la libertà di opinione è sacrosanta e non abbiamo mai avuto la pretesa di piacere a tutto il pubblico. Tuttavia, se alcuni commenti sono rimasti educati anche nell’esprimere opinioni negative su di noi, altri hanno decisamente oltrepassato il limite non solo dell’educazione, ma anche della legalità”, scrivono Maria Giulia e Carolina.

Il punto centrale del loro intervento riguarda proprio le conseguenze che può avere la violenza verbale online. Dietro i profili diventati improvvisamente popolari grazie alla televisione, hanno ricordato le concorrenti, continuano a esserci persone chiamate a confrontarsi anche con fragilità e insicurezze. Ed è proprio in questa parte del messaggio che le tre giovani hanno annunciato la volontà di reagire concretamente agli attacchi ricevuti.

“Dall’altra parte dello schermo di un telefono ci sono delle persone, con le loro insicurezze e le loro fragilità, che per il solo motivo di essersi messe in gioco si trovano a dover gestire così tanta negatività – continuano -. Quel che ci preme adesso è invece agire su questi commenti: insinuazioni di raccomandazioni, di presunti atti sessuali intrattenuti con la redazione, offese quali “tre, pu*ne” ecc ecc, sono a tutti gli effetti passibili di denuncia”.

Le Pappardelle hanno quindi deciso di muoversi per vie legali contro gli haters. Per raccogliere il maggior numero possibile di elementi, il trio ha chiesto anche la collaborazione del pubblico, invitando chiunque abbia intercettato post, commenti o altri contenuti ritenuti ingiuriosi a segnalarli. L’obiettivo è raccogliere il materiale e consegnarlo alle autorità competenti, così da tutelare la propria immagine. “Ci sembra assurdo che nel 2026 ancora non sia chiaro che scrivere sui social ha delle conseguenze”, concludono.

Dopo la parte più dura del messaggio, Maria Giulia Bardi, Carolina Mischi e Francesca Garbin hanno voluto però chiudere la loro esperienza con Reazione a Catena rivolgendo un pensiero a chi, durante le 48 puntate, le ha sostenute e ha fatto il tifo per loro.

“Vogliamo ringraziare con il cuore tutti coloro che ci hanno seguite, supportate e che hanno fatto il tifo per noi pur non conoscendoci: quel che più ci rende felici è che anche attraverso lo schermo sia passato il legame che ci unisce, e che ci caratterizza da sempre come amiche, molto prima che come concorrenti di un quiz”.

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