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“Vivere una vita senza di te”. Cuore spezzato ne Il Volo: lutto per Gianluca Ginoble

Pubblicato: 23/09/2026 14:54

Quando il destino strappa via un punto di riferimento fondamentale, la dimensione pubblica del successo si arresta improvvisamente di fronte a un dolore intimo, profondo e universale. Ci sono legami capaci di travalicare il tempo, radici forti che plasmano l’identità e accompagnano ogni singolo passo di una carriera artistica costruita sulla passione e sui valori più autentici. Di fronte al vuoto lasciato da un pilastro insostituibile, il ricordo diventa l’unica guida per affrontare la vita e continuare a portare sul palco quell’eredità emotiva e umana che ha alimentato i sogni di una vita intera.

Gianluca Ginoble ha annunciato la morte del nonno paterno Ernesto, una figura che è stata fondamentale per la sua crescita personale e artistica. Il cantante ha mostrato un video in cui lo abbraccia durante uno dei suoi concerti e ha ricordato lo sguardo del nonno come una presenza costante della propria vita: “Ora comincia la parte più difficile e inevitabile: vivere una vita senza di te. Andare avanti senza più avere il tuo sguardo su di me” ha scritto Ginoble che racconta proprio dello sguardo rassicurante del nonno che gli dava la forza per affrontare la vita: “Ora quello sguardo lo porto dentro di me. Sarò io a guardarmi con gli stessi occhi con cui mi guardavi tu. Perché io sono come te”.

La passione per la musica e il legame profondo con Montepagano

Ernesto non era solo il nonno del cantante de Il Volo: era un musicista, suonava il flicorno contralto della banda di Montepagano, frazione del comune di Roseto degli Abruzzi. Quando suonava lo portava con sé per eventi e feste patronali, avvicinandolo alla musica e anche a una vita di strada, tipica degli artisti. È attraverso quei ricordi che Gianluca ha raccontato una delle prime forme del proprio rapporto con le note.

“Era l’anima artistica della famiglia” ha detto in un’intervista. Negli anni lo ha sempre seguito e supportato, sia andando ai concerti, sia grazie al bagaglio di racconti ed esperienze che gli ha trasmesso. Il nonno gli ha anche trasmesso una parte della sua storia personale, compreso il periodo trascorso in Svizzera, dove lavorava in fabbrica mettendo da parte i soldi per poter tornare a Roseto. Gli diceva: “Io ho lavorato duro, anche in fabbrica, in Svizzera, mettendo da parte soldo su soldo per tornare a Roseto” e per il cantante del Volo era un aiuto nei momenti duri: “E finché avrò aria nei polmoni per cantare, nonno, quella voce sarà anche la tua. Vivrai per sempre in me. Ti amo nonno. Vola alto” ha scritto nel suo ricordo. I funerali di Ernesto Ginoble si terranno giovedì 24 settembre, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Montepagano.

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