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La Sugar Tax blocca un miliardo di investimenti

Pubblicato: 23/09/2026 19:30

Dal confronto di Assobibe prende corpo la prospettiva di un nuovo rinvio dell’imposta. Il presidente chiede però una soluzione definitiva. Al centro anche educazione alimentare e corretta informazione per orientare i consumi.

Un mercato che negli ultimi anni è cambiato, riducendo lo zucchero e rinnovando prodotti e formule, ma che continua a convivere con l’incertezza di una tassa più volte rinviata. È il quadro emerso a Roma, a Palazzo Firenze, nel corso di “Investire nella crescita: perché superare la Sugar Tax e nuove tasse”, l’incontro organizzato da Assobibe il 23 settembre con imprese, istituzioni e rappresentanti del mondo economico.

Il tavolo dei relatori al convegno Assobibe del 23 settembre 2026

Dalla mattinata ha preso corpo la prospettiva di un nuovo rinvio. Per le imprese sarebbe un segnale importante, ma non sufficiente. A mettere al centro il tema della certezza è Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe: oltre un miliardo di euro di investimenti, secondo l’associazione, restano bloccati e potrebbero invece tradursi in impianti, innovazione e occupazione.

Pierini parla di una “spada di Damocle” che pesa sulle aziende. Il problema, spiega, non è soltanto quanto costerebbe la tassa se entrasse in vigore, ma l’effetto che la sua continua possibilità di applicazione produce sulla programmazione. Se la cancellazione non fosse possibile nell’immediato, Pierini auspica almeno dodici mesi di ulteriore rinvio. Ma l’obiettivo resta una soluzione definitiva che consenta alle imprese di programmare gli investimenti.

Il confronto, moderato da Gianluigi Paragone, ha allargato la discussione oltre il piano fiscale: quanto è efficace affidare alla tassazione il compito di orientare i consumi in un mercato che, nel frattempo, si è già trasformato?

Relatori al convegno Assobibe sulla sugar tax a Palazzo Firenze

Negli ultimi anni le imprese hanno rinnovato le formule, ampliato le gamme senza zucchero e modificato formati e porzioni. Secondo Assobibe, lo zucchero immesso in consumo dal comparto è diminuito del 44%. Pierini ricorda anche gli impegni volontari assunti dalle aziende nei confronti dei più giovani e nelle scuole.

Nel dibattito è entrato anche il confronto con i Paesi che hanno già introdotto imposte sulle bevande zuccherate. Queste misure possono incidere sui prezzi e sugli acquisti, mentre è più complesso stabilire un rapporto diretto e uniforme con la riduzione dell’obesità. I risultati sui livelli di sovrappeso e obesità non sono infatti omogenei tra i diversi Paesi.

Un intervento durante il confronto Assobibe sulla sugar tax

Da qui uno dei punti più condivisi della giornata: il ruolo dell’educazione alimentare e della corretta informazione come base per orientare i consumi. Mettere il cittadino nelle condizioni di conoscere ciò che consuma e compiere scelte consapevoli diventa parte della prevenzione.

Su questa strada Assobibe e ministero della Salute hanno già avviato un percorso comune. A luglio è stato rinnovato per due anni il protocollo d’intesa sottoscritto da Pierini e dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, dedicato alla riduzione degli zuccheri, al monitoraggio dei consumi, all’informazione e ai più giovani.

Gemmato ha indicato nella “qualità dell’informazione” e nella promozione di comportamenti di consumo responsabili due elementi centrali per sostenere scelte consapevoli e corretti stili di vita. Un approccio che amplia il campo della prevenzione: non soltanto fiscalità, ma conoscenza, educazione alimentare e qualità dell’offerta.

Marcello Gemmato e Giangiacomo Pierini al convegno Assobibe

Durante l’incontro è stato ricordato che, secondo elaborazioni del settore su dati CREA, le bevande analcoliche rappresentano lo 0,9% dell’apporto calorico giornaliero degli adulti e lo 0,6% di quello dei bambini.

Pierini pone poi l’accento su una peculiarità della normativa italiana: la sugar tax riguarda le bevande analcoliche edulcorate e può quindi interessare anche prodotti privi di zucchero e a zero calorie. Per Assobibe è un altro elemento che rende necessario ripensare la misura.

La questione sanitaria si intreccia con quella industriale. Dietro una bevanda c’è una filiera che parte dall’agricoltura e coinvolge materie prime, packaging, logistica e distribuzione. Secondo le stime del settore, l’applicazione della tassa potrebbe determinare una contrazione delle vendite del 16% nel primo biennio, con ricadute sugli approvvigionamenti e sull’occupazione.

Nel confronto è entrata anche la plastic tax, legata agli investimenti per aumentare l’utilizzo di plastica riciclata e alla richiesta di regole stabili. Sugar tax e plastic tax condividono una lunga storia di rinvii e, per le imprese, lo stesso problema di fondo: programmare investimenti in un quadro normativo ancora incerto.

Il pubblico nella sala di Palazzo Firenze durante il convegno Assobibe

Il messaggio che arriva da Roma è quindi duplice: da una parte la prospettiva di un nuovo rinvio della sugar tax, dall’altra la richiesta di Pierini di chiudere una fase di incertezza che dura da anni. Il mercato è cambiato e il dialogo con il ministero della Salute ha portato al centro educazione alimentare, prevenzione e qualità dell’informazione. Per Assobibe ora serve la certezza normativa necessaria a rimettere in moto oltre un miliardo di investimenti ancora in attesa.

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Ultimo Aggiornamento: 23/09/2026 20:03

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