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“Usciti dal tombino, vicino l’hotel di Netanyahu”. Si muove la polizia, cosa succede

Pubblicato: 23/09/2026 22:49

L’allerta sicurezza ha raggiunto livelli di massima tensione nelle strade di New York, dove le forze dell’ordine e i servizi segreti americani sono mobilitati per un episodio inquietante. La polizia della metropoli e il Secret Service statunitense hanno avviato un’indagine congiunta d’emergenza dopo che tre individui sospetti sono stati avvistati mentre uscivano strisciando da un tombino a Midtown Manhattan, a brevissima distanza dall’hotel destinato ad ospitare il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.

L’episodio si è verificato in una zona ad altissima densità strategica, nei pressi di Park Avenue, proprio mentre la città si prepara a blindare i vertici internazionali per l’Assemblea Generale dell’Onu. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle forze dell’ordine, i tre soggetti sarebbero emersi dal sottosuolo per poi allontanarsi rapidamente a bordo di due veicoli distinti, riuscendo al momento a far perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle pattuglie sul posto.

Attualmente non sono stati effettuati arresti, ma le autorità competenti hanno attivato un imponente dispositivo di tracciamento per identificare i responsabili. Gli investigatori stanno setacciando metro per metro la zona, analizzando minuziosamente i filmati delle telecamere di videosorveglianza, i dati incrociati dei lettori di targhe e diversi altri strumenti tecnologici per risalire alla targa delle auto e alla rotta di fuga dei tre individui.

L’incursione dal sottosuolo ha fatto scattare immediatamente i protocolli di massima emergenza a causa dell’identità dell’ospite atteso nella struttura ricettiva. Tra gli oltre 130 leader mondiali presenti al Palazzo di Vetro per la sessione delle Nazioni Unite, il premier israeliano Netanyahu è infatti considerato dalle forze dell’ordine una delle personalità a massimo rischio attentato, richiedendo misure di protezione straordinarie.

I tecnici delle forze di sicurezza stanno compiendo verifiche approfondite anche all’interno della rete fognaria e nei condotti sotterranei della zona per escludere la presenza di minacce o dispositivi pericolosi. L’ipotesi che soggetti non autorizzati abbiano potuto muoversi al di sotto del perimetro di sicurezza solleva pesanti interrogativi sulla tenuta dei controlli alla vigilia dell’arrivo delle delegazioni internazionali.

La combinazione tra la presenza del leader israeliano e il delicato momento geopolitico globale rende l’area attorno all’hotel un bersaglio sensibile primario. Il Secret Service ha quindi intensificato le misure di sorveglianza preventiva, estendendo i pattugliamenti non solo in superficie ma anche nei nodi infrastrutturali ipogei che corrono sotto l’isolato di Midtown.

L’episodio ha comprensibilmente creato forte apprensione tra i responsabili della sicurezza dell’evento dell’Onu, abituati a gestire la logistica di decine di capi di Stato ma ora costretti a fare i conti con una potenziale falla nelle infrastrutture cittadine. La priorità assoluta delle squadre investigative resta quella di fare piena luce sull’identità dei tre sospetti e sulle reali motivazioni che li hanno spinti ad introdursi nel sottosuolo.

Nelle prossime ore le indagini potrebbero beneficiare dei primi riscontri provenienti dalla rete di tracciamento targhe distribuita lungo le principali vie d’uscita da Manhattan. Le autorità locali mantengono il massimo riserbo sulle piste seguite, ma non si esclude alcuna ipotesi, dalla bravata fino al tentativo di ricognizione da parte di gruppi ostili.

In attesa di sviluppi decisivi da parte degli inquirenti, la città di New York aumenta ulteriormente la propria blindatura attorno all’imminente vertice delle Nazioni Unite. L’allerta resta ai livelli più alti per garantire la completa incolumità delle delegazioni estere e fare in modo che la sicurezza dei leader non venga compromessa.

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