
Quando la pressione finanziaria torna a farsi sentire, le famiglie e le imprese cercano ossigeno in un labirinto di normative e strumenti di flessibilità sempre più complessi. Orientarsi tra scadenze, requisiti e nuove opportunità diventa fondamentale per evitare passi falsi e gestire al meglio le proprie risorse. La prospettiva di una maggiore flessibilità rappresenta spesso la chiave per alleggerire il peso degli impegni pendenti e pianificare il futuro con più serenità. Mentre le novità legislative delineano un quadro di applicazione progressiva, comprendere per tempo come muoversi e quali strategie adottare può fare una differenza decisiva per chi cerca risposte concrete ed efficaci.
Cambierà ancora la disciplina della rateizzazione dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Dal 1° gennaio 2027, infatti, per gli importi fino a 120mila euro sarà possibile ottenere, con una semplice richiesta e senza presentare documentazione, un piano composto da un massimo di 96 rate mensili, cioè otto anni di pagamento. La modifica si inserisce nel percorso avviato con il decreto legislativo n. 110/2024 e con il decreto ministeriale del 27 dicembre 2024. Per le richieste presentate nel 2025 e nel 2026, il limite previsto dalla procedura semplificata è invece di 84 rate. Il contribuente deve dichiarare una temporanea difficoltà economico-finanziaria, mentre la rata non può essere inferiore a 50 euro. Se la situazione di difficoltà viene documentata, il piano può arrivare fino a 120 mensilità.
Come cambiano le regole, la presentazione online e le conseguenze sulla decadenza
A determinare il numero massimo delle rate sarà la data in cui viene presentata la domanda e non quella di notifica della cartella. Di conseguenza, chi riceverà una cartella negli ultimi mesi del 2026 e presenterà l’istanza nei primi giorni del 2027, rispettando il termine ordinario di 60 giorni, potrà beneficiare del nuovo limite di 96 rate. Chi farà richiesta entro il 31 dicembre 2026 resterà invece fermo a 84 mensilità. Allungare la durata del piano consente di ridurre l’importo delle singole rate, anche se nel calcolo sono compresi gli interessi di dilazione, fissati al 4,5%.
La domanda può essere presentata online, nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, attraverso Spid o Cie. Per debiti superiori a 120mila euro, oppure quando si richiede una dilazione più lunga, è necessario dimostrare la difficoltà economica: per persone fisiche e ditte individuali si considera l’Isee, mentre per le imprese rilevano l’indice di liquidità e l’indice Alfa. La rateizzazione produce effetti anche sulle procedure di riscossione: dalla presentazione della domanda non possono essere avviate nuove procedure cautelari o esecutive e, con il pagamento della prima rata, l’eventuale fermo amministrativo viene sospeso. La decadenza scatta dopo il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive: in quel caso il debito residuo torna immediatamente esigibile. È prevista la possibilità di chiedere una proroga, una sola volta, in caso di peggioramento della situazione. Infine, secondo l’orientamento della Corte di cassazione richiamato dall’ordinanza n. 27504/2024, la richiesta costituisce riconoscimento del debito e interrompe la prescrizione.


