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Sara muore a 31 anni, si era sposata pochi giorni fa. Famiglia distrutta dal dolore

Pubblicato: 24/09/2026 16:44

Quando il destino strappa via una giovane vita nel pieno della sua fioritura, il dolore travolge un’intera comunità, unendo centinaia di persone in un abbraccio commosso e silenzioso. Ci sono storie capaci di toccare le corde più intime dell’anima, nate tra i banchi di scuola e cresciute attraverso il coraggio, la dignità e la forza di un affetto indissolubile. Di fronte a una perdita così ingiusta, il ricordo diventa l’unica luce a cui aggrapparsi per celebrare il valore di un’esistenza ricca di traguardi, affetti autentici e un legame profondo con il territorio che oggi piange un punto di riferimento solare e indimenticabile.

Da oggi le cappelle del commiato della Misericordia di Pistoia, in via del Can Bianco, sono meta incessante del commosso omaggio di una moltitudine di persone per la prematura e ingiusta scomparsa della trentunenne Sara Memisha. La famiglia Memisha, originaria dell’Albania, è molto conosciuta e stimata in città. Sara era nata a Pistoia 31 anni fa e al liceo Forteguerri aveva conosciuto Alex Marraccini, un amore fiorito tra i banchi di scuola che aveva rivelato subito la sua forza e la sua profondità, trasformandosi in un unione indissolubile.

Il percorso accademico, la malattia e le parole del marito

Sono proprio le parole di Alex, responsabile di un’agenzia di comunicazione e marketing, a restituire il ritratto degli ultimi anni di questa solare giovane donna, che tutti si apprestano a salutare nella chiesa di Sant’Andrea. “Sara si era laureata magistrale a Torino in Economia, in lingua inglese, dopo aver conseguito la triennale a Firenze. Lavorava con la mamma Leonora Jaupi, che ha un centro di servizi destinati ai cittadini stranieri e dove la consulenza di Sara era diventata importante. Si è ammalata tre anni fa. È stata seguita a Pisa, al Santa Chiara, e poi a Cisanello. Per lei sono state messe in campo tecniche estremamente innovative e siamo molto grati al dottor Urbani, un luminare che si è preso cura di lei non soltanto come medico. Ci siamo sposati dopo un lungo fidanzamento. Ci siamo sposati per affrontare insieme questo percorso che lei ha vissuto con forza e dignità. Dando sempre, e ricevendo amore, dedicandosi alla lettura che amava tanto e stringendo ancora di più i legami che aveva costruito”.

Sara lascia il babbo Leonard, la mamma Leonora e la sorella minore Alba, laureatasi in economia un mese fa. A rendere ancora più vasta l’eco di questa tragedia anche la stretta parentela con Edoardo e Tony Jaupi, fratelli della madre e storici fruttivendoli della Sala, dove la coppia abitava. Un sostegno fondamentale è giunto anche dallo zio Gentian Memisha, cardiologo di Villa Maria, che ha accompagnato la nipote sia come medico che come familiare. Alex raccomanda non fiori, ma offerte destinate al reparto di oncologia del Santa Chiara.

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