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Assalto al discount dopo la scuola: 50 ragazzi saccheggiano l’MD. Cosa è successo

Pubblicato: 24/09/2026 16:58

Quando la sfrontatezza giovanile si trasforma in un’azione di gruppo coordinata e ostentata con arroganza, la sottile linea tra la bravata e il Reato si dissolve in un istante, lasciando una comunità intera nell’incredulità e nell’indignazione. Un episodio sconcertante, consumatosi in pieno giorno sotto gli occhi impotenti di lavoratori e clienti paralizzati dal terrore, riaccende i riflettori sulle derive di chi cerca visibilità digitale attraverso condotte illecite e pericolose. Mentre le forze dell’ordine analizzano i filmati per identificare ogni singolo responsabile, la politica e le istituzioni si interrogano sulle contromisure da adottare per arginare una crescente sensazione di impunità.

Si sono ritrovati all’uscita di scuola, intorno alle 2 del pomeriggio, e hanno fatto irruzione in un discount, saccheggiando gli scaffali e creando agitazione tra clienti e dipendenti. Dividendosi tra chi ruba e chi filma, hanno messo negli zaini bibite, patatine, tramezzini prima di fuggire verso l’uscita senza pagare, molti con i volti coperti. L’episodio è avvenuto martedì scorso a Modena, in un supermercato MD di via Rainusso, prima periferia della città, e ha visto protagonisti circa cinquanta giovani, molti dei quali hanno registrato video della razzia poi pubblicati sui social network. Una vera e propria sfida del saccheggio durata circa dieci minuti, sviluppatasi tra fischi e musica rap. Non è la prima volta che nel punto vendita si verificano episodi analoghi, ma mai con così tanti partecipanti: molti ragazzi si erano visti aggirarsi tra gli scaffali già il giorno precedente prima di desistere. I carabinieri intervenuti sul posto stanno ora ricostruendo quanto accaduto anche attraverso le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza.

Le reazioni istituzionali e l’allarme per l’emulazione social

Sull’episodio è intervenuto il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che ha espresso solidarietà ai lavoratori del punto vendita. “Quanto accaduto all’MD di via Rainusso è un fatto grave – dichiara – la logica del branco può manifestarsi nel furto, come in questo caso, ma può rivolgersi anche contro le persone, con conseguenze ben più gravi. Un dato però deve farci riflettere: siamo di fronte a giovanissimi che agiscono con la convinzione di poter restare impuniti. A Modena abbiamo dimostrato, grazie al lavoro congiunto delle forze dell’ordine e della Polizia locale, che anche i minorenni che commettono reati vengono individuati e chiamati a risponderne”. Secondo il primo cittadino “è arrivato il momento di affrontare seriamente il tema della devianza minorile e del senso di impunità. Continuare a introdurre nuovi reati e ad aumentare le pene, come ha fatto il Governo, evidentemente non basta. È un problema che riguarda città grandi e piccole e richiede risposte concrete. Dire semplicemente ‘sbattiamoli in galera’ non risolve nulla. Dobbiamo agire sulle tre ‘R’: responsabilità, riparazione e rieducazione. Occorrono certezza della responsabilità, la consapevolezza, per questi ragazzi, che ogni azione ha delle conseguenze, e percorsi rieducativi e riparativi rapidi e concreti, attraverso i quali chi commette questi atti sia chiamato a comprendere il danno provocato e a restituire qualcosa alla comunità”, conclude Mezzetti. Intanto i video corrono sulla piattaforma TikTok, condivisi dagli stessi protagonisti con il forte timore che possano scattare pericolosi gesti di emulazione.

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